Chaturman Rai

Fotografo contadino dell'Himalaya

Uno sguardo ai limiti del surreale su uno dei più remoti e seducenti angoli di Asia.

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Il libro in breve

In uno sperduto villaggio dell’Himalaya, privo di elettricità e di ogni comodità, il giovane Chaturman, contadino e pastore, appartenente all’etnia tibeto-birmana dei Kulunge, coltiva da anni una singolare passione: la fotografia.

Chaturman si entusiasma per questa arte grazie all’incontro con alcuni fotografi itineranti: enigmatici personaggi che, sino a qualche anno fa, transitavano per i più lontani villaggi del Nepal come professionisti nomadi della fotografia.

Autodidatta e sperimentatore totale, Chaturman sviluppa il suo lavoro grazie a una rudimentale attrezzatura, incalzato dalla necessità di dividersi acrobaticamente tra il lavoro di agricoltore, di portatore e quello di padre di famiglia.

Anteprima

Dal lavoro dei fotografi nomadi del Nepal orientale Chaturman ha avuto il primo impulso alla fotografia. Ne è nata in breve una vera passione. Chaturman impara rapidamente a far funzionare in modo corretto la sua macchina fotografica. Sperimenta tagli e inquadrature. Man mano che inizia a familiarizzare con la tecnica fotografica, si accorge inoltre di come questa sua attività possa avere anche degli interessanti risvolti commerciali. Prendendo esempio dagli stessi fotografi itineranti, in breve, Chaturman si trasforma nel fotografo ufficiale del villaggio di Gudel, la persona a cui tutti gli abitanti si rivolgono per ottenere le fototessera necessarie per i documenti d’identità. Improvvisando dei rudimentali set di posa sull’aia della propria abitazione o nella veranda di quella dei propri clienti, Chaturman dà inizio alla propria attività professionale. Venti rupie per fototessera: venti centesimi di euro, circa, a ritratto. Non una rupia di più, non una di meno. Il lavoro di Chaturman come fotografo si sviluppa tuttavia all’ombra della sua “vera” vita e del suo “vero” lavoro.