Da Vinci su tre ruote

In scooter alla scoperta del genio

Alessandro Agostinelli parte con uno scooter Piaggio e con un camper al seguito. Percorre migliaia di chilometri da Vinci ad Amboise, in Francia, cioè dalla città dove Leonardo è nato fino alla città dove è morto, per raccontare i luoghi e alcuni aspetti controversi della sua biografia.

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Il libro in breve

Dieci luoghi per sapere della nascita di un figlio illegittimo, per conoscere un genio che diventa “superman”; un pittore con la testa tra le nuvole; il progettista idraulico che voleva deviare il corso dell’Arno; le copiature dagli altri architetti; le invenzioni non sue.
Tra una tappa e l’altra il nostro autore dialoga con personaggi noti che conoscono assai bene il gigante del Rinascimento: il poeta Tomaso Kemeny, gli storici Franco Cardini e Pascal Brioist, gli storici dell’arte Cristina Acidini e Pietro Marani, lo scrittore Bernard Vanel, l’architetto parigino Arthur Biasse e molti altri.
Il viaggio nella Toscana e nella Francia di Leonardo si trasforma presto in una lunga cavalcata sul senso della storia, della fama e della fortuna.

Anteprima

Quando ero piccolo avevo due libri che tenevo con me, sul comodino, sotto all’abat-jour. Avevano disegni rarefatti e testi brevi. Uno era dei colori della notte; era pieno di stelle e parlava della vita di Galileo Galilei. L’altro aveva colori tempera mattutini; era pieno di paesaggi e raccontava la storia di Leonardo da Vinci.

A me pareva assolutamente strano che un tizio, pur se fosse stato il genio del Rinascimento, se ne andasse a spasso per Firenze senza armi, senza nemmeno un coltello. A scuola mi avevano raccontato che quelli erano tempi di risse, agguati, tra famiglie, tra conoscenti. I signori della città avevano addirittura costruito un passaggio segreto sul Ponte Vecchio per evitare di attraversare la città all’aperto, giorno o notte che fosse, per non incorrere in tafferugli con la popolazione o con le famiglie rivali. Il corridoio vasariano li portava dalla residenza di Palazzo Pitti al palazzo del potere che era Palazzo della Signoria, tutto al coperto e in sicurezza. Questo era l’ambiente cittadino.

E poi arriva questo fenomeno di Leonardo da Vinci che se ne va in giro disarmato, compra uccelli al mercato e invece di cucinarli apre le gabbie e rende loro la libertà. A me pareva strano, e ogni volta che aprivo quel piccolo libro mi soffermavo sulla pagina delle gabbie degli uccelli e dicevo che Leonardo era proprio un tipo singolare.