Essere Mille

Guida allo sbarco in Sicilia per aspiranti garibaldini

Essere Mille è la storia di un’avventura e una guida. La riscoperta dello straordinario cammino che percorsero i Mille, da Marsala a Palermo, tra l’11 e il 30 maggio del 1860.

Partendo dai diari e dai resoconti dei garibaldini, Stefano Cascavilla accompagna il lettore sulla polvere delle campagne siciliane, tra fichi d’india, bagli abbandonati e panorami sbalorditivi. L’autore alterna il racconto del proprio cammino a quello dei Mille, e costruisce una guida pratica, suddivisa in dieci tappe e corredata di cartografia, per affrontare il percorso in autonomia.

Prefazione di Stefano Ardito
Il prezzo originale era: 18,00 €.Il prezzo attuale è: 17,10 €.
Il libro in breve

Inciampato quasi per caso in questa avventura risorgimentale, relegata alla polvere delle reminiscenze scolastiche, Stefano Cascavilla ricerca per campagne e città di oggi le tracce del passaggio di quell’esercito di combattenti.

Un passo dopo l’altro, tra gli uliveti e i mari di Sicilia, le agavi e le masserie addormentate, è catturato da una storia straordinaria, avvincente e ancora viva nei luoghi e nella memoria. Ricostruisce esattamente il percorso delle truppe garibaldine, lo traccia, lo descrive rendendolo così replicabile e soprattutto facendoci venire voglia di riviverne l’atmosfera.

Essere Mille diventa così anche una guida tecnica, corredata di cartografia e di tutte le indicazioni necessarie, che rende possibile a chiunque provare a essere, per una settimana, uno dei Mille. Il novello garibaldino troverà lungo tutto il tracciato un segnale visibile (uno stencil) che l’autore ha lasciato a indicare ognuna delle tappe raggiunte: sarà il volto di Giuseppe Garibaldi (proprio lui), una figura rossa stilizzata su un muro, a incitare e guidare il viandante del terzo millennio.

Anteprima

Tracce GPS percorso Essere Mille

Di Garibaldi sapevo poche cose. Che fu ferito a una gamba, per esempio. Dei Mille, poi, ancora meno, oltre al fatto che erano mille – a ben guardare, mille e centocinquanta (ma c’è chi dice novecentosettanta) – e che avevano marciato da Marsala a Napoli in camicia rossa, liberando il popolo dall’oppressore. “Liberando”, proprio così.
Poi anche un subisso di lapidi, busti e statue a cavallo imbrattate dai piccioni, viali, piazze, porte, stampe ingiallite, grandi oleografie quasi sempre nella stessa posa, dipinte da chiunque avesse a tiro un pennello. La faccia sulle mille lire. E naturalmente, il sigaro.
Insomma, in realtà non sapevo nulla. Ma perché mai avrei dovuto saperne di più? Di Garibaldi è noto ogni respiro. Sono stati pubblicati tutti i libri possibili, anche uno scritto da lui stesso. Chiedi una cosa alla tastiera e viene giù lo scibile. Abbiamo la rete, la nostra bella memoria esterna, sulla scrivania, sul telefono, sui calzini: è fatica sprecata, sapere.
Poi arriva un giorno di fine ottobre, col suo tepore e il cielo azzurro. O con qualche altra malìa che non so dire. E ti viene dal niente quest’idea, come uno sconosciuto che suona alla porta alle nove di sera – così, come vengono le idee, da qualche regione interiore di cui non hai le chiavi. L’idea, dico, di ripetere il cammino dei Mille!
Ne hai fatti di cammini, ma questo… Senti già il cannone, il Borbone, le baionette. C’è una camicia rossa da trovare.
E però, appunto, di Garibaldi non sai nulla. D’accordo, fu ferito a una gamba. Ma è un po’ poco. Quarto, Talamone, Calatafimi, ma esattamente cosa, dove?
Il viaggio inizia allora tra le carte. Compulsi diari e documenti, in casa trovi anche un testo dell’Ottocento di Guerzoni con certe cartografie meravigliose, dall’Argentina al Volturno, da appendersele in camera. E all’improvviso la storia che conoscevi dalle elementari, quelle quattro sciocchezze inzuccherate, ti esplode in faccia fiammeggiando come un genio della lampada. Una storia omerica, un epos come il viaggio degli Argonauti. Che neanche a inventarlo a tavolino.

MAPPA_percorso