Istante propizio, 1855

“La Croce del Sud”, un quattro alberi senza vapore, salpa a gennaio del 1855 per il Brasile con a bordo un manipolo di libertari e anarchici, uomini e donne, decisi ad affrontare un faticoso viaggio attraverso l’Atlantico per fondare la libera colonia “Fraternitas” e dimenticare l’Europa.
Ourednik racconta la fascinosa avventura di un’umanità in bilico tra le miserie personali e i sogni dell’anarchia.

Il libro in breve

Il libro si apre con una lettera del fondatore della colonia anarchica all’amata, scritta molti anni dopo, nel 1902: una “memoria” che racconta una passione politica e un sogno.

Alla lettera segue il diario scritto durante il viaggio da un colono italiano partito per cogliere l’istante propizio.
Elisabetta, Cattina e Rina, Aniceto, Zeffirino, Decio, i fratelli Allegret, il vecchio Agottani, monsieur Mangin, Amilcare e tanti altri, tutti diversi per estrazione e nazionalità, nutrono il sogno di una società fondata su basi egalitarie e governata da un diverso sentimento dell’agire, un mondo dove tutto sarà comune.

Che ne sarà delle loro aspirazioni? Riusciranno a realizzare un’utopia? Oppure vedranno quel sogno sgretolarsi sotto il peso delle contraddizioni e delle insensate prescrizioni alle quali avrebbero voluto sottrarsi?

Anteprima

dalla lettera:
[…] Perché la gente ha a tal punto paura della libertà? Ah! Perché parlare di libertà a chi ha vissuto soltanto per sé stessa? Non vi manca né il sentimento né l’intelligenza, ho avuto spesso l’occasione di convincermene. Ma donde traete il vostro sentimento e la vostra intelligenza? Più volte ci siamo intrattenuti sul secolo dei Lumi, che i francesi chiamano Lumières, i tedeschi Aufklärung, gli inglesi Enlightenment. Voltaire, Diderot, Rousseau… Il primo vi incantò, il secondo vi turbò, il terzo vi scosse. Solo che voi, signora, avreste voluto tenere l’Enciclopedia nel vostro salotto di lettura e il Codice penale nella biblioteca pubblica, pane per tutti, ma vesti di seta soltanto per voi, l’amore libero nei libri, ma un marito nella vita […].

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dal diario:
Jean Allegret ha detto che la donna è l’avvenire dell’umanità perché dona la vita e ha un senso più sviluppato dell’equilibrio e dell’armonia e perché è pacifica per natura, mentre gli uomini vogliono sempre rovesciare l’armonia, il che provoca guerre e distruzioni. Umberto si è battuto il dito sulla fronte e ha detto che se le donne sono pacifiche lui è un arcivescovo. Monsieur Crisson ha detto che il cervello di un uomo pesa millequattrocento grammi mentre quello della donna solo milletrecento e Elisabetta ha detto che quello di Umberto ne pesava dieci, non di più […]

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Beh, benvenuti alla colonia libera di Fraternitas. Le quattro curiosità più notevoli della nostra colonia sono la miseria, l’invidia, il sospetto e l’alcolismo. Benvenuti, amici, benvenuti.