Pasquale Ninì Santoro Racconto

L'opera grafica 1957-2014

Pasquale Ninì Santoro
A cura di Ginevra Mariani e Antonella Renzitti

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Istituto nazionale per la grafica

Il volume costituisce la prima monografia esaustiva della produzione grafica di Pasquale Ninì Santoro, dal 1957 al 2014, e accompagna la mostra personale dell’artista che si inaugura il 28 maggio 2014 all’Istituto nazionale per la grafica.

Grande sperimentatore nel campo della grafica, Santoro è considerato l’interprete italiano più vicino a Stanley William Hayter e all’esperienza di Atelier 17, laboratorio frequentato a Parigi alla fine degli anni Cinquanta. Maestro del colore e del metodo di stampa con una sola matrice, incisa ad acquaforte a più livelli di profondità, Santoro realizza anche incisioni in bianco e nero caratterizzate da una densa stratificazione di segni o da dinamiche linee che richiamano le forme minimaliste delle sue sculture, eleganti e sobrie allo stesso tempo.

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Il libro in breve

Santoro ha cominciato la ricerca come pittore, l’ha seguitata come grafico e poi come scultore. Come pittore, studiava il rapporto di tensione osmotica tra alcune bande di colore ed un campo… Nella grafica, la ricerca evolveva mirando ad una elasticità del campo, a cui corrispondeva una flessione pluridimensionale delle correnti segniche. Il passaggio alla pluridimensionalità fisica della struttura plastica era nella logica delle cose.
Il campo è tutto lo spazio, il segno lo impegna in una condizione, che non è più di saturazione ma di infinito e di vuoto. Alla soglia di una strutturalità veramente primaria si apre il problema del generarsi del segno. L’ipotesi che viene immediatamente scartata è quella di una geometria archetipica, di un mondo di forme a priori simboliche: la parola non nasce dal concetto, ma il concetto dalla parola…

Giulio Carlo Argan 1974

So per istinto, per vocazione e per lunga pratica d’un’arte, distinguere senza ingannarmi mai, distinguere, intendo dire, da un artista un ciarlatano, e da quel lontano giorno del 1958, quel guardare e quasi senza farci attenzione, alcune acqueforti di Santoro, mi sono persuaso che Santoro è un artista, un artista nato, un artista che va di attimo in attimo, progredendo, cocciuto e illuminato, stravagante e osservante stretto della regola, cercandosi la propria strada, un artista che finalmente, credo, abbia trovato la strada che gli darà quelle maggiori soddisfazioni alle quali un artista vero possa ambire. Quel non molto lontano giorno del 1958, anche se avevo solo settant’anni, e non ancora la perizia che distingue i giovincelli di ottant’anni, seppi subito che Santoro meritava ciò che mi chiedeva, ossia d’essere presentato a Jean Paulhan, a quell’occhio e a quella mente sicuri che da Braque a Fautrier, agli attuali giovanissimi più dotati, ha incitato e giustificato tutte le iniziative fertili, e quindi necessariamente rivoluzionarie dell’arte d’oggi.

Giuseppe Ungaretti 1968

Anteprima

Santoro, genius loci della Calcografia
Maria Antonella Fusco

Il Maestro dalle tante virtù
Carlo Bertelli

Il tempo di Santoro
Stefano Gallo

Santoro e il grande gioco della grafica
Antonella Renzitti

Santoro, Piranesi e la scultura
Giuseppe Appella

Intervista a Pasquale Santoro
Ginevra Mariani

Opere in mostra

L’opera grafica 1957-2014

Biografia di Pasquale Santoro
Giorgia Intreccialagli

Bibliografia