Quetzal

Sullo sfondo delle tormentate vicende che nell’Ottocento stravolsero le sorti dello Yucatán durante la guerra messicano-statunitense, si dipana la storia dei Gutierrez, una nobile famiglia proprietaria della più grande e prosperosa hacienda dell’intera penisola.

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Il libro in breve

Il capostipite, Don Hernando, incarnazione del buon padre di famiglia e del padrone dal volto umano, cerca di opporsi, con saggezza e diplomazia, al disastro che incombe sul suo Paese; la sorella, Doña Asunción, altera regina della casa, nasconde sotto l’apparente rigidità di carattere pulsioni incontenibili; e il figlio Ramón, giovane scapestrato, grazie all’incontro con la selvatica Nanline, donna india dalla sensualità ferina e avvolgente, sarà costretto a fare presto i conti con la necessità di crescere e di diventare un uomo.

 

Lo sguardo dell’autore però si spinge ben oltre l’epopea familiare, restituendo al lettore un affresco della lotta ferocissima e sanguinosa degli indios per la liberazione e l’autodeterminazione: sono loro i veri protagonisti del romanzo e la storia della rivolta e del loro estremo sacrificio pervade e anima l’intera vicenda. L’anelito di libertà di un popolo, che non vuole sottomettersi, si innalza in volo come il Quetzal, l’uccello sacro dei Maya che si lascia morire pur di non vivere prigioniero.

Anteprima

Valle di Izamal, Penisola dello Yucatán. Febbraio dell’anno 1846 Il mese di febbraio nella penisola dello Yucatán continuava a essere il migliore dell’anno. La stagione delle grandi piogge in questo periodo è ancora lontana e il cielo, quasi sempre terso, ostenta un colore blu intenso e si staglia in modo netto sulla linea dell’orizzonte, orlata quasi per intero da un mare cristallino. Dalla foresta pluviale, fra le più vecchie del mondo, gli imponenti siti archeologici degli antichi maya, testimoni di un passato mitico, si ergono come giganti a sfidare l’uomo, il tempo e la natura. Ma la pace solenne che questo luogo aveva sempre ispirato svanì all’improvviso quando per tutta la regione si sparse la voce che, nel vicino Texas, un pugno di uomini stava tenendo in scacco le imponenti colonne militari messicane del generale Antonio López de Santa Ana. Trincerati in una vecchia Missione nei pressi di Sant’Antonio, questi texani coraggiosi impedivano alle truppe del generale di procedere verso nord per raggiungere velocemente gli insorti e soffocare la rivolta, prima che questi potessero organizzare le proprie scarse forze in un piccolo ma aggressivo esercito al comando del generale Sam Houston.