Saturare l’immaginario

Per una nuova comunicazione sociale

Partendo da molteplici definizioni il libro costruisce una nuova semantica della comunicazione sociale utilizzando la metafora della saturazione dell’immaginario.

Quali potrebbero essere i meccanismi di cambiamento nella percezione di temi e contesti sociali? Quale ruolo svolgono e potrebbero svolgere le organizzazioni di terzo settore e di volontariato per la comunicazione sociale? L’autore accompagna il lettore nella riflessione su come confrontarsi con le nuove culture della comunicazione e come l’agire ripetuto e condiviso modifica in profondità l’immaginario collettivo. L’uso creativo delle narrazioni mediali, una rinnovata attenzione alle audience, la popolarità come caratteristica fondamentale di qualsiasi attività di comunicazione sono alcuni dei suggerimenti per coloro che hanno a cuore i cambiamenti culturali delle nostre società.

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Il libro in breve

Come stare sulla frontiera dell’immaginario e delle rappresentazioni sociali?

La comunicazione sociale non è ancora diventata adulta, ma la socialità e i temi sociali sono molto più presenti nel nostro immaginario e nella nostra vita quotidiana di alcuni decenni fa.
La comunicazione sociale può contribuire a cambiare la realtà sociale? Quale ruolo giocano le narrazioni, il senso comune e l’immaginario collettivo? Quale ruolo svolgono e potrebbero svolgere le organizzazioni di terzo settore e di volontariato per la comunicazione sociale?

Nel rispondere a questi interrogativi, il libro pone al centro il tema dell’immaginazione in modo assolutamente innovativo e sagace.
Tra immaginari, frame culturali e panorami sociali, l’autore individua i pilastri della comunicazione sociale e ipotizza strategie per il presente e il futuro.

Anteprima

Lavorare sulla comunicazione partecipata del sociale, partendo dalla costruzione e dalla condivisione degli immaginari sociali e delle rappresentazioni sociali, è una prospettiva abbastanza particolare. È evidente che comunicazione del sociale e progettualità, in questa prospettiva, vanno di pari passo e hanno un forte legame di reciproca influenza nonché di scambio continuo di conoscenze e informazioni. Da dove partire? Ponendo la progettualità al centro della riflessione si inizia con lo sviluppare una mappa semantica che, almeno all’inizio, non tiene conto dei diversi livelli di astrazione dei concetti e dei termini utilizzati per identificarli, né dell’eventuale co-presenza di concetti con temporalità diverse e né, ancora, della diversa rilevanza empirica dei concetti e termini sia in termini di ampiezza che di intensità.

Immaginare è moltiplicazione potenzialmente all’infinito delle opportunità individuali e collettive. Immaginare è libertà di agire senza la preoccupazione di invadere spazi altrui, perché ogni nuova azione allarga orizzonti, includendo i precedenti. Gioco, realizzazione, libertà. L’immaginare restituisce sensazioni di autonomia e felicità agli umani perché sostiene e arricchisce l’esistenza di ciascuno di noi con emozioni, fantasie e desideri.