Troppo lontano per andarci e tornare

Fulminea come un salto di balena, da un ripostiglio della memoria proruppe una frase: “Anche un’opera d’arte ispirata dalla disperazione nutre di vita l’animo di un uomo”.
Nounours, capelli biondini piuttosto sottili, iridi blu oltremare, cute glabra e chiara, un panama calcato sulla testa per proteggersi dal sole, vaga senza meta tra i boulevard di Arles rimuginando su arte e vita, su reale e immaginario, chiedendosi “cosa fare domani”. Un incontro fortuito lo porterà al piccolo circo Au Diable Vauvert che diventerà il suo porto sicuro, la sua famiglia.

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Il libro in breve

Il Diable è un microcosmo di esseri unici, dediti al culto della meraviglia, i cui nomi evocano la magia dell’arte, della “loro” arte itinerante, vissuta sulle strade di Francia fin-de-siècle tra sordide periferie punteggiate di vicoli ambigui e loschi e luoghi memorabili. Ognuno di loro si rivelerà a Nounours attraverso il racconto della propria esistenza.
Tra le righe aleggia il fantasma di Montaigne che discetta sui dieci sensi, si intravede l’ombra di Melville evocata da Marcel Schwob, singolare e solitario spettatore di una delle loro rappresentazioni.

“Una scrittura sorvegliata e al tempo stesso trasognata che richiama alla mente archetipi letterari senza tempo – l’avventura, le peripezie, l’altrove – attingendo alle sorgenti dell’insolito, dell’esotico, del surreale. Recupera la pacata ironia delle narrazioni di viaggio settecentesche e si rivela densa di allusioni a mondi letterari lontani e dissimili che tuttavia si integrano perfettamente nel solco del bizzarro e dell’inatteso”.
Sara Ricci

Anteprima

Suono, suono, amici miei! La comprensione è una pura formalità. È tutta qui la differenza col teatro! Andate a vedere uno spettacolo in lingua straniera e ne riparliamo. Ostico, noioso, discriminante! Ma davanti a un cantastorie, venisse pure dal Diable Vauvert… anzi, tanto meglio… ebbene, si ferma il mondo, perbacco. Prima ancora che apra bocca, prima che finisca di trarre il primo respiro, sei già lì a chiederti: cosa c’era una volta? Cosa c’è questa volta? E che tu sappia o meno la sua lingua lui ti parlerà in musica.