Di viaggi e tradizione: Feltrinelli e Exòrma – Chi fa i libri: intervista a Gianluca Foglia e Orfeo Pagnani

Chi c’è dietro i libri che leggiamo? Com’è fatto il mestiere dell’editore? Come vede il mondo chi è abituato a leggerlo attraverso i libri? Siamo andati a bussare alla porta di chi per mestiere li pensa, li progetta e li mette al mondo (i libri). E abbiamo fatto un po’ di domande. L’idea è quella di disegnare una mappa (più o meno sentimentale) dell’editoria italiana. Partiamo.

 

ORFEO PAGNANI  —  direttore editoriale di Exòrma Edizioni

Con quali propositi è nata Exòrma e perché la scelta di questo nome?

Come nel logo, la lettera “epsilon” e la “ò” tagliata in basso che allude alla forma dell’“omega”, chiamano in causa la radice di un verbo greco: mollare gli ormeggi.
Invocando la protezione del navigatore solitario Joshua Slocum — «Avevo deciso di fare un viaggio attorno al mondo e, poiché il 24 aprile 1895 il vento era favorevole, salpai l’ancora a mezzogiorno e me ne andai da Boston […]», dal libro Sailing Alone Around the World — il proposito con cui Exòrma è nata è quello di indagare la dimensione letteraria del viaggio e dei luoghi, a questo s’ispira il nome.
Neve, cane, piede di Claudio Morandini è stato un caso editoriale grazie a un meccanismo virtuoso della rete: è stato portato in classifica, tra i colossi, da Modus Legendi, la community di lettori del gruppo Facebook Billy il vizio di leggere. Ci raccontate la storia di quello che è diventato un libro di culto?

Anche questo anno la “rivoluzione gentile” di Modus Legendi (ideata da Angelo di Liberto e Carlo Cacciatore) ha avuto successo: Neve, cane, piede di Claudio Morandini è stato portato dai lettori e dai librai al settimo posto della top ten e al quinto posto nella classifica della narrativa italiana.

Come lo scorso anno, sono stati selezionati e proposti cinque titoli, tutti di editori indipendenti, e i lettori sono stati chiamati a sceglierne uno, con un sistema di votazione aperta a tutti. Il più votato è stato Neve, cane, piede; concentrando gli acquisti nella settimana stabilita è stato possibile mandare il libro in classifica nazionale.

Neve, cane, piede, il primo romanzo che Claudio Morandini ha pubblicato con noi, ha avuto un buon successo di lettori e di stampa anche precedentemente alla “rivoluzione gentile” operata da Modus Legendi; ma per una casa editrice indipendente riuscire a sfondare il muro della classifica tenuto alto da grandi marchi è una straordinaria opportunità.

Il libro, che ha vinto a fine settembre 2016 il Premio Procida — Isola di Arturo — Elsa Morante, ha una sua “voce” ed entra a pieno titolo nella nostra collana quisiscrivemale. La collana cerca di ritagliare un ambito nel quale autori italiani contemporanei, che decidano di non sottostare al vincolo della narrazione e della “storia” a tutti i costi e di scrollarsi di dosso la preoccupazione del “come va a finire”, possano trovare un’occasione. I lettori continuano ad amare il libro di Claudio Morandini, il protagonista Adelmo Farandola e il suo cane parlante sono entrati nel cuore di molti. Il passaparola non si ferma, così come le recensioni: i blog, le riviste letterarie, le testate nazionali, le emittenti radiofoniche e televisive continuano a parlare di Neve, cane, piede. A marzo scorso il libro è stato tradotto e pubblicato in Francia e a breve lo sarà anche in alcuni paesi del Sud America.
Al Salone del libro di Torino presentiamo Le pietre, il nuovo romanzo di Morandini, e anche questo sta già conquistando pubblico e critica.

Tra le ultime uscite c’è Sui confini di Marco Truzzi, un libro in sintonia con il tema del Salone di quest’anno. Da questo testo viene fuori un’istantanea di un’Europa che si credeva libera dai confini, mentre invece ne è attraversata come cicatrici. La scrittura (e la lettura) sono l’unico mezzo rimasto per andare oltre tutti i confini?

Speriamo non sia l’unico, ma sicuramente è uno dei più efficaci. Raccontare alcune situazioni, porre l’accento, fare uno zoom attraverso la narrazione è sicuramente una delle occasioni migliori per andare a indagare cosa c’è oltre.
Nel caso specifico del libro di Marco Truzzi lo zoom viene puntato sull’Europa di oggi, non ci si chiede “quanta Europa”, ma “quale Europa” vogliamo, non “come” la vogliamo, ma “perché” la vogliamo. Sui confini è un viaggio sulle frontiere, quelle che da uno stato europeo non dovrebbero essere più previste e invece sono ancora presenti. Dopo la caduta del Muro di Berlino siamo andati incontro all’idea che ci potesse essere sempre più Europa, il dibattito si è concentrato sull’allargamento dell’Unione. Per anni ad esempio siamo andati avanti riflettendo se la Turchia potesse essere considerata Europa. Invece di fronte a situazioni tipo Calais o Idomeni la domanda che ci siamo posti è: “quale Europa siamo?”.
Ci raccontate Con gli occhi aperti?

È ancora possibile scoprire i luoghi? Questo è l’interrogativo fondamentale che si pone il libro: aprire una riflessione sulla rappresentazione dello spazio in letteratura.
Il curatore del volume, Andrea Cortellessa, cattura sapientemente, in un panorama editoriale sempre più intricato e difficile da interpretare, venti fra i migliori narratori e poeti della nostra nuova letteratura: Antonella Anedda, Franco Arminio, Andrea Bajani, Emmanuela Carbé, Raffaella D’Elia, Giorgio Falco e Sabrina Ragucci, Andrea Gibellini, Alessandro Leogrande, Helena Janeczek, Valerio Magrelli, Paolo Morelli, Tommaso Ottonieri, Francesco Pecoraro, Marilena Renda, Giuseppe A. Samonà, Emanuele Trevi, Vitaliano Trevisan, Filippo Tuena, Giorgio Vasta, Sara Ventroni.
Il libro si apre con un testo del curatore, una riflessione critica sulla prospettiva contemporanea sul “viaggio del terzo tipo” e, alla fine di ognuno dei venti testi, Andrea Cortellessa intesse un dialogo con gli autori per chiarire le ragioni e la poetica del testo. Questo non è un libro a tesi, è piuttosto un congegno aperto che riunisce autori, diversi tra loro, attorno al nodo comune di gestire un immaginario culturale che tende a consegnarci luoghi consumati.
Quasi cent’anni fa un titolo come Con gli occhi chiusi, di Federigo Tozzi, annunciava un secolo che, chiusi i conti col naturalismo del mondo esterno, s’immergeva nello spazio inesplorato della vita interiore. Il Postmoderno poi instaura un vero tabù con il sovraccarico del già visto che dà persa in partenza la scommessa di scoprire i luoghi.
Come scrive Andrea Cortellessa nel suo testo introduttivo, “Certo ogni luogo lo si pre-vede nel repertorio del già-detto, ma poi lo si vede con gli occhi del corpo e lo si ri-vede con gli occhi della mente. Ogni visione è una re-visione: di quanto credevamo di sapere, di quanto avevamo già pre-visto”. Ma c’è un varco, una incrinatura dove si insinua l’esperienza: in mezzo ai luoghi, sentiti col corpo, “patiti” affettivamente.
Gli autori chiamati in causa hanno raccolto la sfida. Ognuno di loro inventa, a suo modo, un luogo che ha visto in prima persona: dall’estremamente vicino delle pieghe del litorale laziale all’estremamente lontano — i più tradizionali degli altrove — dell’Africa e dell’America.
Abbiamo pubblicato con entusiasmo questo libro che propone quasi una teoria dell’esperienza.
Un libro emblematico nella collana Scritti Traversi, che, abbandonando le barriere di genere, vuole aprirsi alla prospettiva degli “occhi aperti” e di una letteratura di viaggio “ del terzo tipo”.

I libri di Exòrma: Quali saranno le uscite più interessanti di questo 2017?
Nella collana quisiscrivemale, (la collana nella quale abbiamo pubblicato Neve, cane, piede di Claudio Morandini, Né in cielo né in terra di Paolo Morelli, e recentemente Poche parole che non ricordo più di Enrico De Vivo) esce ora L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi di Marino Magliani: da un esilio all’altro, un esilio volontario, un’autobiografia per frammenti e senza soggetto, che si presuppone vera proprio perché non c’è nessuna prova che lo sia.
E poi abbiamo previsto la riedizione di un grande libro passato a suo tempo inosservato: Invisibile di Carla Vasio; una scrittrice laica che incontra una guaritrice e subito non può più credere soltanto a ciò che vede, sente “come si stesse dissolvendo la rassicurante consueta misura delle cose”. Con una discrezione commossa, un viaggio nel silenzio fatto con le parole, quel silenzio dell’anima che perfino al giorno d’oggi conserva intatto il suo mistero.
Nella collana Scritti Traversi, la nostra ammiraglia, vedranno la luce due narrazioni insolite.
Nel primo libro, Dalla Corea del Sud di Maria Anna Mariani, (il libro in uscita a giugno) una giovane ricercatrice precaria e un Paese in pieno sviluppo tecnologico dove le bandiere sciamaniche ancora sventolano sopra le “tre stelle” della Samsung.
Nel secondo La balena di piazza Savoia di Leopoldo Santovincenzo, alla vera e appassionante storia della balena Goliath, ricostruita attraverso una lunga indagine degna di un romanzo giallo (arpionata in Norvegia nel 1954, imbalsamata e mandata a viaggiare per un quarto di secolo sulle strade d’Europa), si intrecciano la scoperta e l’agonia del cinema popolare. La balena e il cinema, epici protagonisti di una stagione avventurosa, sono il leitmotiv di un’educazione sentimentale del protagonista e, insieme, la metafora di un immaginario destinato a fatale estinzione.
Libri imperdibili… Garantiamo!

Salone del Libro di Torino perché…
Non abbiamo avuto dubbi. Abbiamo visto l’opportunità che proprio questo momento di crisi potesse essere l’occasione per un decisivo rinnovamento del Salone. Ci auguriamo che possa diventare un luogo privilegiato per gli editori indipendenti. Ci sembra che gli organizzatori e soprattutto il gruppo di persone che ha gestito il programma culturale abbiano lavorato con entusiasmo e competenza restituendo centralità al libro, alla progettualità, ai contenuti. L’apporto dell’Associazione degli amici di Torino ha avuto un ruolo importante garantendo la presenza e la collaborazione degli editori alla realizzazione, molto più di quanto sia mai avvenuto in passato. Noi di Exòrma ci siamo! E abbiamo raccolto la sfida organizzando, oltre a varie attività inerenti i nostri libri, due eventi nell’ambito del programma del Salone dedicati al tema Oltre il confine, con autori di rilievo. Ora contiamo sulla risposta dei lettori curiosi e consapevoli.

 

Questa intervista è a cura di Valentina Rivetti, Sebastiano Iannizzotto, Virginia Giustetto.

 

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