Alfredo Jaar e Francesco Arena alla Biennale di Venezia

Due degli artisti della collana TAC – Tomografie d’Arte Contemporanea, Alfredo Jaar e Francesco Arena, sono presenti con le loro installazioni alla Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2013.

Alfredo Jaar rappresenta il suo Paese, il Cile, con un padiglione interamente a lui dedicato. Queste le parole dell’artista, nella sezione “In Laguna”, dedicata alla Biennale di Venezia, apparsa su “Alias-Il Manifesto” del 25 maggio 2013 e a cura di Arianna Di Genova (autrice, tra l’altro, della monografia TAC su Mandana Moghaddam).

“Il mio progetto consiste nel creare, all’interno del Padiglione del Cile, una utopia in cui sono state abolite le vecchie gerarchie globali. È un invito poetico per indurre a ripensare il sistema dei padiglioni nazionali. Con “Venezia, Venezia” cerco di suggerire che l’attuale modello della Biennale è un fantasma che viene dal passato. Così, il Padiglione del Cile trasforma se stesso in un terreno concettuale di nuove possibilità, offrendo l’opportunità storica per una rinascita”. (da “L’insegnamento di Lucio Fontana per archiviare un passato dark” di Alfredo Jaar, “Alias-Il Manifesto” 25/05/2013)

Francesco Arena è fra gli artisti italiani scelti per rappresentare il Padiglione Italia “vice versa”. Il progetto, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, propone “un percorso espositivo composto da sette stanze, sette ambienti ognuno dei quali ospita due artisti in dialogo tra loro, dove il senso profondo di questa vocazione dialettica è manifestato dalle opere esposte” (tratto dal sito della Biennale di Venezia).
“Le fotografie di Luigi Ghirri si confronteranno con Luca Vitone e il concetto di “paesaggio”. L'”illusione” dell’arte si confà a Giulio Paolini con cui si rapporta Marco Tirelli. Fabio Mauri e Francesco Arena rappresentano la “storia” e i suoi strappi attraverso il corpo e la performance. “Autobiografia” e “immaginario” legano Marcello Maloberti e Flavio Favelli. “Suono” e “silenzio” sono i poli opposti che ispirano Massimo Bartolini e Francesca Grilli. Mentre su “frammento” e “sistema” lavorano Gianfranco Baruchello ed Elisabetta Benassi. Sul binomio “tragedia-commedia”, infine, ecco Piero Golia versus Sislej Xhafa che allestiranno i loro progetti all’aperto”. (da “Una colletta online per la biennale” di Dario Pappalardo,  “la Repubblica”, 07/02/2013)

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