13/05/2019

Animali non addomesticabili

Gea Book - Gea Petrini

Esterno giorno, al di là del vetro spumeggia il caos del Salone di Torino, Paolo Morelli è seduto praticamente a terra e nell’aria c’è il libro Animali non addomesticabili. La sezione centrale è la sua, Animali parlanti, prima e dopo scrivono Giacomo Sartori, Marino Magliani e Paolo Albani. Il filo conduttore è lo stesso, dalla vongola napoletana pudica al cobra sordo, passando per i pedipalpi della vedova nera, gli animali parlano la propria lingua e a noi sembra di sbirciare nelle loro esistenze. A volte limitate, asfittiche, altre desiderose di libertà, nostalgiche, infuriate. E’ un’esperienza confrontarsi con Morelli che dà la letteratura per spacciata per aver messo al bando la fantasia e l’esperienza diretta.

Quando l’editore Exorma mi ha sottoposto il libro, ho pensato: ecco, siamo nel filone che dalla Grecia antica ai cult Disney ha trasposto sugli animali vizi e virtù per farci la morale. E di solito una trasposizione neanche ben fatta ma che semplifica le nostre dinamiche interiori. Quindi sono rimasta colpita: nel libro non c’è nulla di tutto questo. Avete liberato la voce degli animali: non sono loro a essere umanizzati ma noi a essere animalizzati?
Incredibilmente hai detto molto di questo libro. Si rivendica il primato della fantasia sulla conoscenza. Gli animali nella letteratura sono stati antropomorfizzati, li utilizziamo quando poi li stiamo sterminando, i recenti dati del Wwf parlano chiaro. Un mondo nuovo si è instaurato e ha due nemici giurati: l’esperienza diretta e la fantasia che viene venduta come infanzia del pensiero quando è la sua pienezza…

 

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Recensione a

Animali non addomesticabili

di AA.VV.



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