Così la lingua batte dove la grammatica duole

Giornale di Sicilia - Antonio Calabrò

«[…] si sviluppa secondo divertenti giochi di parole e dialoghi fantastici tra l’io assassino e il suo doppio, inciampa in un invito di matrimonio che recita “Sabato dodici maggio Pascal e Sophie anno il piacere di salutare parenti e amici…”, si urla al “sacrilegio” per quell’h mancante e si recita tutto il verbo avere, si guardano “le radure della mediocrità” citando Walt Whitman e si va precipitando, di citazione classica in calembour, verso la fine in cui il narratore si vendica degli oltraggi linguistici con un attentato ma, catturato, viene condannato per stragge […]».

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

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