Dieci buoni motivi per NON leggere “Né in cielo né in terra”

di Paolo Morelli
Tempoxme / 20 giu 2016

1) È un libro con una voce dentro, anzi parecchie, quindi non si può mai star tranquilli nel silenzio della pagina scritta.

2) Il punto di vista non funziona, essendo quello di un romano che parla della sua città quasi per caso, potrebbe essere qualsiasi altro posto abbia subìto quel tipo di rivoluzione culturale che va sotto il nome di gentrification.

3) Talmente non è furbo il libro che si spaccia per un remake del film Fantasmi a Roma, quello con De Filippo, Gassman e Mastroianni, ma poi lo è solo in parte.

4) Non parla di scandali della sanità, di grande criminalità, né dei grandi temi delle buche, del traffico o del parcheggio. Di immondizia umana sì.

5) Chiede al lettore una complicità tra delinquenti, non ti lascia là fuori a subire l’elevata ispirazione dell’autore.

6) Non è un libro credibile, e un personaggio lo dice chiaramente: “Per questo io dico solo la verità, così nessuno ci crede.”

7) Non si mette in posa, non usa l’arma della serietà ostentata. Assolutamente da evitare per coloro che credono che il tragico sia più nobile rispetto al comico.

8) Presume che il fallimento sia un’arte molto sottile e che per perdere molto tempo ci si debba svegliare presto.

9) Presume di aver provato a rivelare un segreto che non interessa a nessuno, prima di tutto a quelli che hanno ammirato La grande bellezza.

10) Insomma è un libro che presume, soprattutto che ci sia un futuro per la narrativa in Italia.

 



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