03/12/2020

Il dannato caso del Signor Emme

«Perché proprio il Signor Emme? Ancora una volta, tutto è nato per caso. Tempo addietro un critico letterario mi aveva fatto notare alcune presunte similitudini e affinità (le attività professionali e gli interessi comuni, un certo eclettismo, le tendenze narcisistiche, l’ironia, le crociate a difesa dei congiuntivi e della grammatica, lo stile di scrittura e la ricerca flaubertiana della parola giusta) tra me e Paolo Monelli. “Monelli chi?” era stata la mia prima irrispettosa reazione. […] ho deciso di documentarmi e, dopo approfondite ricerche, ho capito che avevo finalmente trovato il mio dannato ideale, il grande intellettuale, dimenticato, messo ai margini, condannato all’oblio, da riscoprire/riabilitare/glorificare, il personaggio pienamente rispondente alle mie egoistiche necessità, il soggetto perfettamente funzionale alla narrazione (uso questo termine così inflazionato solo perché lo fanno tutti e non vorrei sentirmi escluso). E così non ho fatto altro che incistare, con una biografia romanzata, all’interno del libro, il mio – a questo punto l’aggettivo possessivo è più che pertinente – Signor Emme».

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Recensione a

Il dannato caso del Signor Emme

di Massimo Roscia

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16,50 15,70


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