03/04/2019

Itaca

Porto Franco - Gianfranco Franchi

“Baldoni ha giocato spesso la carta dell’inversione del cliché; la quarta di copertina brucia la più spiazzante, intelligentemente apparsa in positio princeps, nelle ultime battute del libro: Itaca può rivelarsi “il luogo della nostalgia dell’altrove, dell’esatto contrario del nostos“; ciò si può capire camminando per Marmaka e osservando il panorama da lassù. E se nel vostro immaginario, plausibilmente omerico, l’isola è “terra aspra, non adatta ai cavalli, non troppo stretta, non troppo vasta”, magari perché “non vi sono, a Itaca, prati né ampie strade: è terra di capre, eppure è più amata di una terra che alleva cavalli”, sappiate invece che a volte “gli orti e i giardini sono rigogliosi e la vegetazione assume in alcuni casi dimensioni giganti rispetto ai corrispettivi italiani”; fertile, tuttavia “offre ambienti molto diversi tra loro nel raggio di distanze limitate. Sempre meno verde e sempre più rocce – non solo suolo petroso, ma massi sciolti di grandi dimensioni e dalle forme molto strane – tra le quali si muovono greggi di capre” [p. 151]”.

 

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Recensione a

Itaca

di Luca Baldoni

220
15,50 13,20


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