15/03/2015

Massimo Roscia e i killer vendicatori della lingua italiana

La Repubblica - RCult - Gianni Santoro

Oggi li chiamano “grammarnazi”. Ma già con questa definizione rischieremmo di subire la loro pena punitiva, perché i cinque strampalati protagonisti del romanzo di Massimo Roscia sono intransigenti paladini delle regole grammaticali, sintattiche e ortografiche, desiderosi di preservare la purezza della lingua. Il primo a imbattersi nella loro sete di vendetta è addirittura un assessore alla Cultura, colpevole di infilare nei suoi discorsi una quantità di sproloqui tale da non poter rimanere impunita. Riuniti intorno alla figura carismatica di Dionisio (hanno scelto tutti uno pseudonimo altisonante), i seguaci della setta di questo curioso noir grottesco sprofondano gradualmente nella mania irrefrenabile, carnefici della meticolosa “strage dei congiuntivi”. Un vero e proprio “martirologio delle parole”. Asclepiade, Eutichio, Cratete, Partenio hanno paura dell’ignoranza, ma non di commettere “un’omicidio”. Che per loro diventa un crimine solo se scritto proprio così, con l’apostrofo.

 

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

220
8,49


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