15/11/2018

La strage degli ignoranti

Qui Magazine - Camillo Savone

[…] A Roscia abbiamo fatto alcune domande non solo per conoscere meglio il libro ma per capire il senso della sua missione.

Dunque un romanzo, e non un saggio o un manuale, per una disperata difesa della straordinaria lingua italiana…
«Sì, un romanzo. Anzi un noir, un giallo in piena regola con tanto di assassini e vittime. Certo, avrei potuto scrivere un saggio, ma non ho le necessarie competenze linguistiche e lessicografiche e il rischio in agguato è la noia e la pedanteria. Non rimaneva che la narrativa in prosa. E il romanzo è il genere che, per definizione, mi offriva la maggiore possibilità di esprimermi a livello emozionale, in maniera meno ingessata, passando dalla realtà alla fantasia, mescolando esperienza, osservazione e immaginazione».

Chi è che assassina ogni giorno la lingua?
«Molti, più o meno superficialmente. A volte ad uccidere la lingua non sono tanto le classi più umili, quanto chi la lingua dovrebbe difenderla e nobilitarla, esaltarla, renderla viva ogni giorno: insegnanti, giornalisti, avvocati, giudici…».

Come stai reagendo al turbine della promozione del libro?
«Questa esperienza, non lo nascondo, sta alimentando il mio ego bulimico. Rilascio una media di sette interviste al giorno, colleziono inviti a festival letterari in tutta Italia, ricevo richieste di presentazioni fino alla fine del 2015 e in posti impensabili (dalla sacrale libreria al ristorante, alla spa, al sexy-shop). La sensazione che vivo è quella di realizzarmi soltanto adesso che il manoscritto, al quale ho lavorato per due anni, viene diffuso, promosso, socializzato, letto, masticato, digerito e compreso. Da una platea di lettori che mi auguro sempre più vasta». […]

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

220
8,49


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