La strage dei congiuntivi – Kitchen Times

di Anna Maria Simonini
thekitchentimes.it / 21 gen 2015

Quando mi hanno contattato per il nuovo romanzo di Massimo Roscia ho detto OK, senza nemmeno pensarci.
Conoscendolo, ho pensato, non potrà aver combinato che qualcosa di divertente! Ed eccolo qui, “La strage dei congiuntivi”, un noir rutilante e ironico, divertente e paradossale.
È provocatorio e volutamente irritante, vuole far riflettere sullo stato di salute della lingua e della cultura in Italia, dove la prima vittima è proprio un assessore alla cultura.

Qual è la situazione della lingua nel nostro Paese?
Un italiano su due non legge nemmeno un libro; una famiglia su dieci non possiede alcun libro in casa; il numero dei lettori in Italia è attualmente il più basso dal 2005 e sono diminuiti persino i lettori forti, quei pochissimi cioè che leggono almeno 12 libri l’anno.
Sapevate che i lemmi sono ben 250.000 lemmi, e il lessico comune è costituito da circa 47.000 vocaboli, mentre sono solo 6.500 le parole del vocabolario di base e solo 2.000 quelle del nostro lessico fondamentale che utilizziamo nel 90% dei nostri discorsi?

Venendo al libro: chi ha ucciso l’assessore alla cultura? Chi salverà la grammatica? Cinque bizzarri personaggi, abilmente descritti, si uniscono per mettere in atto un grande disegno criminoso a difesa estrema di una lingua quotidianamente vilipesa, deturpata e ferita a morte.
I congiuntivi vengono invertiti con i condizionali, i verbi intransitivi goffamente resi transitivi, i gerundi sfregiati, i sinonimi ignorati, i troncamenti confusi con le elisioni, i vocabolari abbandonati nelle cantine ammuffite. Reggenze errate, fastidiose sovrapproduzioni di avverbi, insopportabili.

Non ci resta che leggere questo volume, scritto dal sagace critico gastronomico, per aumentare un po’ la media e sperare di migliorare con una piccola goccia il mare della mancata lettura.

 



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