24/09/2018

La strage dei congiuntivi e altri “orrori”

vanityfair.it - Claudia Spadoni

Ho frequentato le elementari insieme a compagni di classe che ascoltavano «l’aradio» e che avevano seri problemi con l’h di «ha fame» e l’apostrofo di «un po’»: sono diventati tutti dei trentenni che riempiono le bacheche di Facebook di «stò» e «stà».

Fortunatamente (o disgraziatamente, a seconda dei punti di vista) non hanno mai incontrato Bonnez, un tizio capace di tirare un bicchiere d’urina in faccia alla sposa «solo» perché ha fatto un erroraccio di grammatica nel suo invito di matrimonio.

Sono tutti così – fissati con la lingua italiana, maltrattata e svilita ormai da chiunque, anche dagli insospettabili – i protagonisti de “La strage dei congiuntivi“, romanzo di Massimo Roscia (in libreria per Exòrma Editore) che non è facile incasellare.

È un noir, un’invettiva contro la sciatteria linguistica, un’ode alla grammatica, una piacevole lettura per chi si sente braccato dai luoghi comuni («non ci sono più le mezze stagioni»), dal «piuttosto che» usato in maniera errata e dalla sovrabbondanza di avverbi («assolutamente sì, assolutamente no»), per non parlare dei famigerati congiuntivi bellamente ignorati nella costruzione di una frase. «Finisco col subire passivamente la diffusa incapacità di costruire frasi sintatticamente accettabili», si lamenta uno dei protagonisti del libro.

Piuttosto che arrenderci alla sciatteria linguistica, noi abbiamo messo Massimo Roscia di fronte ai dieci errori più comuni. E l’abbiamo lasciato libero di sfogarsi: scopritelo nella GALLERY. […]

 

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

220
8,49


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