L’Egitto dopo la primavera araba: rivoluzione o dittatura?

imolaoggi.it - Luca Balduzzi

Intervista di Luca Balduzzi a Giuseppe Acconcia, autore di “Egitto. Democrazia militare”

[…] Che cosa è rimasto della primavera araba egiziana?
È rimasto pochissimo della primavera egiziana. Di sicuro migliaia di giovani che vorrebbero cambiare il paese ma non trovano alcuna alternativa politica al dualismo militari-islamisti. E poi un grande fermento artistico, a partire da rapper e graffiti. Queste forme di contestazione sono rimaste, le mura del Cairo sono ancora piene di straordinari graffiti che denunciano la povertà delle classi disagiate e i soprusi di polizia ed esercito. Forse è troppo poco però.

In che modo si stanno ponendo/dovranno porsi i paesi occidentali nei confronti di questo Egitto? E l’Italia in particolare…
Italia, Europa e Stati Uniti in questo momento stanno appoggiando Sisi e la sua funzione di stabilizzatore del Medio oriente. Questa però è un’arma a doppio taglio perché permette al modello egiziano di essere considerato come vincente anche in altri contesti, per esempio in Libia, dove l’ex generale Khalifa Haftar sta tentando di riprodurre lo stesso modello di Sisi, ma anche in Siria con l’appoggio che l’Egitto assicura a Bashar al Assad e nel conflitto israelo-palestinese (in particolare nell’operazione Margine protettivo) in cui l’Egitto si è appiattito su posizioni israeliane.

 

Recensione a

Egitto Democrazia Militare

di Giuseppe Acconcia

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