09/05/2019

L’idioma di Casilda Moreira

Il rifugio dell'Ircocervo - Alessia Angelini

Ma cosa succede quando una lingua sembra vocata al suicidio? È questo il caso del günün a yajüch, che impone di smettere di parlare di ciò che muore, cessare di usarne le parole, che si tratti di una persona o di una promessa. La lingua è così costretta a un continuo rinnovamento. Se ci si è innamorati in günün a yajüch e il sentimento muore, allora sembrerebbe che la regola imponga non si parli più in questa lingua.

«Una lingua primitiva che sfiora la pianura e respira tra i cespugli spinosi; poi si perde e ritorna senza parole. Le resta solo il ritmo, simile a quello di un uccello, intrappolato nella sua melodia. Ha accumulato nel tempo la memoria di varie generazioni e ora si trova priva di eredità, svuotata del suo passato o con un passato incomprensibile che non sa più accogliere le parole…”

 

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            IL RIFUGIO DELL’IRCOCERVO

Recensione a

L’idioma di Casilda Moreira

di Adrián N. Bravi

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