15/04/2015

“La strage dei congiuntivi” è un taumaturgico antidoto

Panorama EDIT - Nerea Bulva

Usare correttamente il congiuntivo è ormai da sovversivi. Se, infatti, riuscite a maneggiare per bene questo modo verbale, il più vilipeso, siete sicuri di appartenere a una minoranza sospetta. Sospetta proprio per il suo forte profilo civile e culturale. In compenso siete sicuramente in grado di apprezzare il romanzo “La strage dei congiuntivi”, scritto dal giovane scrittore, critico enogastronomico, docente, Massimo Roscia, edito dalla romana Exorma.
Un libro originalissimo, un noir — genere in gran voga oggi —, divertente e persino paradossale, giocato com’è su un intreccio di livelli narrativi diversi, denso di rimandi e suggestioni, scritto con intento provocatorio e volutamente irritante, una scrittura iperbolica.

[…] Lunga la lista dei raccapriccianti errori fonetici, delle aberrazioni lessicali, delle frasi irrelate e incoerenti, delle reggenze errate, delle espressioni fruste, delle banalità, delle sadiche sevizie inflitte alla grammatica, dolosi oltraggi all’intelletto…
La pandemia si diffonde in modo inesorabile nell’indifferenza e nella rassegnazione di molti; quei pochi che s’indignano si limitano a contrarre le labbra in segno di disgusto. In questo panorama desolante il libro di Roscia appare come un taumaturgico antidoto.

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

220
8,49


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