10/12/2018

L’onta dell’errore grammaticale che va lavata col sangue

QuasiMezzogiorno.it - Paola D'Angelo

«Un’opera per cuori forti che non si lascino condizionare dai dettami di ciò che va di moda ed è imposto come “bello” dallo strapotere di editori e premi letterari. Ma, ciononostante, La strage dei congiuntivi, dalla sua uscita, ottobre 2014, ad oggi si è imposto come caso letterario, fuori dagli schemi […] è molto di più di ciò che si può esprimere in una recensione, è una riflessione amara, ironica e spietata sui mali del nostro presente, attraverso la lente d’ingrandimento del fenomeno linguistico. È un libro divertente, acuto, una miniera di informazioni, di rimandi a opere e discipline tra le più disparate, un continuo intrecciarsi di livelli di narrazione e punti di vista, un’ubriacatura verbale nella quale non si perde mai il senno, dietro le vicende dei cinque protagonisti, del tutto privi di freni morali, eppure paradossalmente più umani dei personaggi secondari. Uomini votati a una missione che ripristini l’ordine della società violata dall’avidità e dalla superficialità dilaganti, uomini che soffrono sinceramente e reagiscono in modo feroce e surreale, spesso esilarante e perciò liberatorio. Proprio come accadeva nell’Atene di età classica (un mondo antico più volte evocato nel romanzo) quando agivano sulla scena i personaggi del teatro del grande autore comico Aristofane, che Massimo Roscia fa a proprio modo rivivere attraverso la straripante, ipnotica ricchezza del suo stile».

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

220
8,49


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