18/08/2018

Magliani, esilio e peso specifico della malinconia oceanica

LuciaLibri - Alessandra Chiappori

«Quella di Magliani è da sempre una Liguria dell’entroterra, tra il torrente, le case in pietra, l’umido del bosco, le stufe a legna e il ritmo dell’olivo a scandire il tempo e le mansioni. È la Liguria dell’opaco, l’ubagu, quella categoria calviniana che l’autore ben conosce e sulla quale torna a interrogarsi, nel costante rimuginare dell’esule sulla forma del mondo, incessantemente paragonata alla visione che di quel mondo si aveva durante l’infanzia, affacciati da casa propria, ed è mutata con l’età, con le scoperte, con nuovi posti e nuovi occhi per guardarli: “si scrive – dice l’io narrante a un certo punto – perché c’è un disavanzo del paesaggio”.»

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Recensione a

L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi

di Marino Magliani

220
7,49


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