Mappe bianche, mimi, teatri notturni, dimenticàti e altro: “Poche parole che non ricordo più” di Enrico De Vivo

di Antonio Devicienti
Via Lepsius / 20 apr 2017

«De Vivo scrive pagine formidabili e impietose [...] che mettono alla berlina, sbeffeggiano e condannano comportamenti e meccanismi del mondo culturale – ma il mondo della cultura è parte e riflesso di un sistema politico-sociale [...] nemico della felicità stessa, cioè di quel ritmo danzante e cantante che, secondo l’io narrante, costituisce il vero tessuto dell’esistere».

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