27/04/2015

Massimo Roscia e l’amore per la bella lingua

viadeiserpenti.it - Rossella Gaudenzi

[…] L’assessore alla cultura Gross Donkey viene assassinato a suon di bastonate sul cranio. Perché mai? Chi avrebbe potuto avere tanto in odio il mediocre personaggio? Nulla di rilevante da poter essere notato dai più. Eppure lo sgradevole politicante muove cinque figure dai nomi (d’arte) che, in questi tempi di troika in cui solo la Grecia sembra aver alzato il capo, fanno quantomeno soffermare. Dionisio Trace, Cratete di Mallo, Partenio di Nicea, Eutichio Proclo, Asclepiade di Mirlea sono i protagonisti strenui difensori della lingua italiana del pregevole e stravagante La strage dei congiuntivi, ultimo romanzo di Massimo Roscia.

Dionisio e i suoi sodali, ossia un analista sensoriale, un bibliotecario trasferito ai servizi cimiteriali, un dattiloscopista della polizia e un professore di letteratura sospeso dall’insegnamento, combattono una guerra disperata, battaglia dopo battaglia (in cui l’uccisione di Donkey serve a dare il la) volta ad annientare quanti la lingua italiana la triturano, la frantumano, la riducono in poltiglia.
Con tinte fosche si vanno annientando i personaggi più disparati per tentare il ripristino dell’integrità della lingua più bella al mondo. Appassionato ripristino della lingua più bella al mondo che coincide con il ripristino del decoro; ripristino del decoro che coincide con il ripristino della civiltà.
C’è vivida compassione, cum patior autentico, nel delineare le personalità dei protagonisti, uomini in apnea in una società con un senso civico ridotto ai minimi termini. L’amore per la bella lingua è un collante portentoso, crea senso di appartenenza e così questo mal de vivre lo si patisce insieme. […]

 

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

220
8,49


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