04/05/2018

Multisegnalazioni (Sudeste)

il lavoro culturale - Alberto Prunetti

«Ricordo un film in bianco e nero visto al cinema del centro culturale San Martin di Buenos Aires. Un film acquatico, onirico, fluviale, coi fotogrammi che scorrevano nel corso del tempo, silenziosamente. Era un adattamento da uno dei romanzi chiave della letteratura argentina. Ricordo il nome dell’autore di quel romanzo, Haroldo Conti, pronunciato in un evento, l’inaugurazione di una mostra dedicata agli scrittori argentini desaparecidos. Ricordo Osvaldo Bayer, che presiedeva quell’evento, dire che lui voleva morire a Buenos Aires e non in Germania, dove allora viveva, perché non voleva rimanere separato dai tanti amici che la dittatura gli aveva portato via. Lesse i nomi di quegli scrittori. Un applauso sommerse i nomi di Rodolfo Walsh e Haroldo Conti. Oggi, grazie alla bella traduzione di Marino Magliani, anche il lettore italiano può immergersi in quel romanzo acquatico e scendere lungo le rive del Paranà col suo autore, che ancora continua da qualche parte a navigare, alla ricerca del pesce dorato e di un approdo per i suoi sogni di uguaglianza e libertà».

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Recensione a

Sudeste

di Haroldo Conti



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