29/11/2017

Nello Zaino di Antonello: L’arte di viaggiare ed esplorare sui libri

Giuditta Legge - Antonello Saiz

«I luoghi e le circostanze del passato e del presente si allacciano come in una treccia: i collegi, la valle ulivata dell’infanzia, le caserme e i reparti neuro dove colui che racconta ha vissuto «nei dieci anni di residenza nella notte». Un’autobiografia, per frammenti e senza soggetto, che si presuppone vera proprio perché non c’è nessuna prova che lo sia. Il mare, le spiagge, l’orizzonte di sabbia, le acque ricorrono nel libro come un connettivo della nostalgia. Da un esilio all’altro, il luogo della presenza: «Dicono che gli esuli fanno bene due cose, una è camminare lungo le rive di un fiume, o di un mare, di un lago, di un canale. L’altra è non dormire la notte».
Vero protagonista del libro è la sua “voce”, che fa risuonare le parole nell’orecchio, ci trascina oltre l’affastellamento degli eventi di una vita. Magliani getta sassi nel pozzo, che febbrilmente ci troviamo, nostro malgrado, a benedire e rincorrere. Per poi ritrovarci anche noi, nel pozzo, senza sapere come ci siamo finiti. Come Dante che sviene sulle spiagge d’Acheronte, e si ritrova sulla porta dell’inferno.»

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Recensione a

L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi

di Marino Magliani

220
7,49


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