21/10/2018

Neve, cane, piede

Matte da Leggere - Mariangela Di Stefano

«Adelmo Farandola ha scelto di isolarsi dal mondo, nel suo isolamento, quello che in un certo qual modo lo ha reso folle, ma anche libero, ammette questo cane, che diventa quasi il suo grillo parlante e lo fa con le parole che userebbe un cane. L’uomo ha perso la memoria e il cane diventa la sua memoria, gli ricorda le cose, gli suggerisce cosa è bene fare e cosa non fare. La storia piano piano diventa una favola, ha momenti di luce (pochi), e momenti di buio (diversi). L’istinto di sopravvivenza diventa percepibile pagina dopo pagina…

I due sono la storia, sembrano essere la montagna intera. La natura si muove attorno a loro, che sembrano invece tanto statici».

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Recensione a

Neve, cane, piede

di Claudio Morandini

220
13,00 11,00


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