Massimo Roscia tra gli studenti

di Lucia Mancini
Ciociaria Oggi / 24 apr 2015

Una valanga di aggettivi storpiati, congiuntivi confusi con i condizionali, proverbi e modi di dire errati, “apericena” sul banco degli imputati, insieme al virus dei diminutivi “un attimino”, sono le cause che hanno determinato la morte dell’assessore alla cultura di una società che di libri e cultura non ne vuole sapere.
Così Massimo Roscia, ieri mattina, nel salone dell’Amministrazione provinciale agli studenti di istruzione superiore “Turriziani” ha spiegato il nesso sottile tra la trama del suo ultimo noir “La strage dei congiuntivi” e l’appassionata difesa dell’italiano che i sei protagonisti del libro tentano di fare, avvicendandosi in un «labirinto di marameo e sintagmi che a ritroso vorrebbe tornare al gergo fanciullesco con cui si apprende il linguaggio», pur di azzerare gli orrori linguistici spesso commessi dagli operatori della comunicazione. […]

 



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