19/11/2018

Salviamo la lingua italiana

La Provincia - Laura Collinoli

Prima ristampa a un mese dall’uscita del libro e una vetrina eccezionale a Più libri Più liberi, la fiera della piccola e media editoria dove girava con un cartellino appeso al collo e una scritta che richiamava, in maniera inequivocabile, al suo ultimo romanzo. Se sarei. C’era scritto questo. Non staff, operatore professionale, magari scrittore. Niente di tutto questo. Solo un macroscopico orrore grammaticale che spesso, ahinoi, passa pure inosservato. […]

Ah… parliamo di Massimo Roscia, al suo secondo romanzo e che nel resto delle sue giornate è anche docente, critico enogastronomico e condirettore della rivista «Il Turismo culturale». […]

Deliziosa la sua speciale classifica con le parole e le espressioni più utilizzate ma che stravolgono, insieme agli errori grammaticali, di sintassi e consecutio temporum, quella che da molti è considerata la più bella e armoniosa lingua del mondo. E allora troviamo efficientamento, un attimino, il gesto delle virgolette (fatto con le dita), i neologismi situazionare, briffare, attenzionare… ma soprattutto trionfa, al primo posto, il vocabolo apericena, oramai entrato nel gergo comune e che Massimo Roscia, evidentemente, paragona al se sarei. Forse perché nell’apericena si mangia come in un aperitivo (poco) e si paga come se si fosse a cena (tanto). Digressioni a parte, resta da leggere il libro. “La strage dei congiuntivi”. Salviamo la grammatica italiana.

 

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

220
8,49


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