24/09/2018

Si può uccidere per un congiuntivo sbagliato? Sì

Il Giornale - Vittorio Macioce

Non si uccide per un congiuntivo. Non solo per quello, perlomeno. Questa storia è un noir. C’è un’allegra combriccola di assassini, anche un po’ maniacali, e ci sono cadaveri, gente che muore, tutti con la stessa colpa: massacrano la lingua italiana. È una vendetta, una resa dei conti, una rappresaglia, un castigo. È un romanzo.
Immaginate. Cinque personaggi ai limiti della paranoia che se ne vanno in giro a punire i simboli della malalingua, quelli orgogliosi di stuprare la perifrastica e invertire gli accenti, quelli del burocratese e delle frasi fatte, quelli che non sanno, non coniugano, non ricordano e sotengono che l’universo sia piatto, superficiale, un punto senza sostanza e dimensioni.
Non c’è dubbio che siano al limite del fanatismo, ma molti di voi alla fine proveranno empatia per le loro ossessioni. Vi assomigliano. Si fanno chiamare con nomi dimenticati: Dionisio Trace, Eutichio Proclo, Asclepiade di Mirlea, Partenio di Nicea, Cratete di Mallo. Qui, in questa vita, fanno mestieri invisibili. Uno è un bibliotecario, l’altro è un poliziotto specializzato in impronte papillari, c’è un professore con doppia personalità sospeso a tempo indeterminato e c’è un “naso” che disaggrega e riconosce i profumi. Le vittime sono assessori alla cultura, giornaliste di pseudo cronaca, preti senza misericordia, urlatori, personaggi televisi, vicini troppo invadenti. […]

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

220
8,49


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