Tra fili spinati e speranze le storie degli uomini

di Eugenio Giorgianni
Dialoghi Mediterranei / 3 lug 2017

«Truzzi in apertura definisce l’Europa come una “promessa non mantenuta”. Il punto non è l’emergere delle spinte xenofobe, reazionarie e neofasciste, accomunate da una forte retorica antieuropeista, in tutti i Paesi membri. Non è la Brexit, o i vari Le Pen, Grillo e Salvini a sancire la fine del sogno della comunità europea come inclusiva, solidale, baluardo dei diritti umani. È l’Europa stessa a smentire le sue promesse, l’Europa che rafforza le frontiere piuttosto che aprirle, che ha armato le sponde del mar Mediterraneo e ha alzato chilometri di muri e di filo spinato, investendo miliardi in apparati militari e in tecnologia del controllo. “Il filo spinato, in fondo, è la vera voce narrante delle frontiere», senza soluzione di continuità dalle guerre mondiali ai campi di concentramento, alla cortina di ferro, ai limiti invalicabili della fortezza di Schengen”».

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