Tutte le scale portano a Roma

di Filippo La Porta
Il Messaggero / 26 giu 2016

«Roma non è solo la città dei sette colli, è anche la città delle cento scalinate. Alessandro Mauro si è immerso dal settembre del 2014 al febbraio del 2016 in una ricerca appassionata sulle rampe presenti nella capitale [...]. Ne è venuto fuori un libro utile e delizioso che comprende 76 testi e un numero leggermente superiore di scalinate. Mauro è attratto dal fatto che, come i ponti, le scale congiungono due luoghi, e anzi fanno comunicare tra loro l’alto e il basso. La sua svagata flânerie urbana, soprattutto nel centro storico ma con qualche escursione più periferica, è ispirata da un amore per la città e i suoi angoli più appartati: Fori Imperiali e via Giulia, Campidoglio e Ara Coeli, Rampa del Monte Aureo e San Pietro in Montorio, Isola Tiberina e via della Lungara, Salita del Pincio e Scala Righetto, Monte dei Cocci…

[...] A volte lo sguardo dell’autore è lievemente straniante e suggerisce quasi una prospettiva nuova per monumenti arcinoti: ad esempio la celebre scalinata di Trinità dei Monti – centotrentacinque scalini – vista da vicino “è uno stato d’animo”, fatta di ozio, contemplazione e pagnottella, e qui Pavese scrisse i suoi versi: che “annusano l’odore della pietra e dell’aria mattutina”.

[...] Ecco, probabilmente il fascino di ogni scalinata romana consiste in un senso di avventura e mistero: ci porta verso l’alto e verso l’oltre, ma non sappiamo mai bene verso dove. Potrebbe schiudere universi sconosciuti, trasportarci fino in un’altra città. Oltre vent’anni fa Nanni Moretti aveva girato un corto esilarante – un cinegiornale proiettato al nuovo Sacher – in cui lui sulla rampa di San Saba, con la radio a volume alto per non farsi sentire, spiegava a un interlocutore che il potere mediatico (allora) di Maurizio Costanzo era immenso, pervasivo, quasi “orwelliano”. La scalinata diventa così spazio semiclandestino e catacomba romana all’aperto, un imprevisto samizdat della comunicazione, un prezioso non-luogo sottratto a qualsiasi controllo e censura, nel quale si esprime il dissenso. A volte una scalinata può condurre verso la libertà di pensiero».

 



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