Tutti in campo con Massimo Roscia a difendere i congiuntivi

di Lello Gurrado
albuonlibro.it / 31 mar 2015

Cercare di raccontare la trama neanche a parlarne. Bisognerebbe prima capire i vari livelli narrativi, poi gli intrecci, l’alternanza dei personaggi, gli sdoppiamenti delle personalità. Un’impresa obiettivamente titanica, in pratica irrealizzabile. Meglio rinunciarvi a priori e dire che “La strage dei congiuntivi” di Massimo Roscia è un libro assolutamente fuori dagli schemi narrativi conosciuti finora nell’universo. È un noir? No. Anzi sì. Un saggio? Sì, anzi no. Un libro di denuncia? Sì e no.  Un libro che fa sorridere? Eccome. Un libro che fa pensare? Eccome. Insomma, un romanzo (un romanzo?) impossibile da definire. Ci sono pagine spassose, al limite del mal di pancia dal ridere, altre pallosissime, intrise di erudizione, con un’infinità di note e rimandi a opere ai più sconosciute.

Un libro diverso, affascinante, un libro da gustare poco alla volta, senza fretta, lasciandosi prendere dal fascino di una scrittura straordinariamente bella. Talmente bella e coinvolgente che anche noi, come uno dei tanti protagonisti di questo strano romanzo (romanzo?) ci indigniamo quando sentiamo dire “Stii” invece di “stia”  e “sono” invece di “siamo”. Ha ragione Roscia, bisogna fermare questa strage, prima che i congiuntivi sparischino per sempre dalla lingua italiana parlata e scritta.

 

 



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