Una Roma stoica e irredimibile, pezzente e splendida

di Fabio Donalisio
Blow up / 1 mag 2016

«Sono fantasmi romani, di Trastevere, per la precisione. Raccontano delle storie […], storie di ordinaria povertà e dimenticanza, storie di vita […] e morte, storie di esilio. Sì perché il tempo, l’infaticabile progresso, è quello che scaccia di casa o fantasmi. Chiamatela speculazione, o restauro, o banale economia. Quella razionalità, cartesiana e superiore, che impone le cose in nome di. Il nome poi è perfettamente intercambiabile. È l’invidia della bellezza di ciò che non è eterodiretto, che vive di vita irriducibilmente propria. E questa cosa qui è Roma. Quella Roma che è vera protagonista del libro. Ed è finalmente un romano a scriverne, non uno straniero calato calato nell’urbe “per fare qualcosa”. Una Roma stoica e irredimibile, pezzente e splendida. Che provoca odio per il solo fatto di sapere di non poterci entrare, davvero, mai, se non per sleale diritto di nascita. E dove non poté il potere riuscì il mercato.

[…]La vis comica di Morelli raggiunge qui vette davvero eccellenti, abbracciata com’è a un’orgogliosa malinconia di fondo che, mutatis mutandis, ve la potete immaginare come la scena finale di C’era una volta il west, con il treno che caccia di casa gli eroi omerici, quelli vivi e quelli morti. E non a caso, i nostri fantasmi sono intrisi di cinema, vera ars romana per eccellenza, arte fantasmatica e illusoria, cui Morelli rende – in voce- gioia, grazia e giustizia, in uno dei suoi libri più belli. Che quando l’amore c’è, tranquilli che basta una pagina per accorgersene. E una vita non basta a dimenticarsene».



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