Una visione periferica

di Mauro Orletti
Mr Dedalus / 6 giu 2013

Non mi piace iniziare dal titolo, non lo faccio mai. In questo caso voglio partire proprio da lì: Passaggi. Avventure di un autostoppista. Si sente che manca qualcosa, si sente che doveva esserci un aggettivo che poi una mente illuminata ha deciso di eliminare.
99 editori su 100, dopo le parole avventure-di-un, qualunque cosa venga dopo, non so, playboy, manager, biologo marino, assessore allo sport, dopo avventure-di-un aggiungerebbero “giovane”. In questo caso uno si aspetterebbe di leggere avventure di un giovane autostoppista. Il che, sinceramente, avrebbe suscitato forti antipatie nei confronti del giovane autostoppista. Invece, questo fatto che l’autostoppista non è giovane, o almeno che la sua giovinezza non venga buttata lì in modo gratuito, mette in una buona disposizione d’animo. Anche perché, una cosa che si capisce leggendo il libro, è che non esiste un’età per decidere di viaggiare in autostop. È come prendere una malattia, ma una malattia che ti può venire a qualunque età e in qualunque momento, un’ossessione. Te ne stai tranquillo per un po’, l’ossessione se ne sta buona e tu quasi te la dimentichi, poi, di punto in bianco, senza preavviso, torna a farsi sentire. E allora che puoi fare? Devi partire!

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