Edison Studio

Il silent film e l'elettronica in relazione intermediale

AA.VV.
A cura di Marco Maria Gazzano

Il lavoro di Edison Studio trova fondamento e unità in una relazione creativa con la tecnologia; con tutte le tecnologie, “nuove” quanto di antica tradizione. Interesse, curiosità, “disponibilità” a lasciare che sia proprio essa l’ambiente in cui raccordare, stimolare, creare sinergie per l’integrazione delle singole poetiche.

Il collettivo di compositori Edison Studio (Mauro Cardi, Luigi Ceccarelli, Fabio Cifariello Ciardi e Alessandro Cipriani) è un’importante realtà nel panorama della musica elettroacustica internazionale confermata da numerosi premi e riconoscimenti.

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Il libro in breve

Il cinema è un’arte sonora? E lo era anche quando appariva silenzioso? O, addirittura, muto? E quali suggestioni induce oggi sui compositori, oltre che sugli spettatori-ascoltatori del XXI secolo? Nell’era, non solo delle nuove tecnologie, ma anche della ri-mediazione – e dell’intermediazione – tra arti e arti, passato e futuro?
Attraverso i saggi raccolti in questo volume si dà conto non solo di una creativa esperienza musicale e performativa – quella dei compositori di Edison Studio – ma si racconta una storia.
La storia della nuova vitalità e della nuova capacità propositiva che opere filmiche realizzate negli anni Dieci e Venti ritrovano nell’epoca della convergenza digitale e delle nuove tecnologie: in relazione al restauro numerico e alla musica elettronica ed elettroacustica, ma anche grazie alla capacità degli autori delle nuove “strutture sonore” degli antichi film di porre in relazione il passato con il futuro.
Quelle di Edison Studio non sono, semplicemente, proposte inedite di “rimusicazione”: ma originali e inaudite proposte performative – spesso live – di “interpretazione” di lontani quanto suggestivi testi cinematografici.
Proposte comprensibili sia agli storici e agli studiosi delle nuove immagini che al grande pubblico, capaci di condurre l’attenzione attraverso il tempo: come attraverso le forme musicali, dalle più arcaiche alle più contemporanee.
Così i saggi pubblicati in questo libro hanno la capacità di guidare piacevolmente il lettore, con la necessaria attenzione filologica e critica, attraverso territori un tempo ritenuti specialistici.

Testi di: Guido Barbieri, Michele Canosa, Roberto Calabretto, Alessandro Cipriani, Flavio De Bernardinis, Edison Studio, Marco Maria Gazzano, Giovanni Guanti, Giulio Latini, Sergio Miceli, Quirino Principe, Marco Russo, Klaus Schöning.

Anteprima

La legittimità contemporanea del lavoro di ri-musicazione di film “silenziosi” restaurati proposto da Edison Studio è proprio nell’assunto concettuale dell’operazione: non “nuove”, improbabili, “colonne sonore” per film che forse non le hanno mai avute – e dunque nessun inseguimento descrittivo e popolarizzante di “originali” inesistenti – ma musicazioni inedite per film, in ultima istanza, “inediti”; ri-nati – col restauro – a nuova vita. Una operazione metalinguistica sul sonoro per una “colonna visiva” che lo è altrettanto.
Questo ensemble di compositori italiani sta in effetti esplorando, con crescete successo, da alcuni anni a questa parte, un campo ancora aperto, non del tutto esplorato neppure dalle seconde avanguardie e potenzialmente assai proficuo: un inedito intermedium – direbbe Coleridge – collocabile sul confine mobile da essi individuato tra cinema, musica, performance live, concerto, suono registrato, suono elaborato in diretta, musica elettroacustica elaborata con il computer, pratiche analogiche, vocalità come verbalizzazione di motivi anche inconsci.
Qualcosa di inedito e coinvolgente, esaltato dal rapporto con il pubblico. Qualcosa che crea movimento, che agisce sulle emozioni: non limitandosi a interpretare le immagini in movimento che scorrono sullo schermo o i tempi e i ritmi propri di ogni composizione musicale.
Un insieme di risultati ottenuti anche grazie alla coralità del metodo compositivo adottato dai quattro maestri di Edison Studio: oltre che dall’intima conoscenza che essi hanno delle tecniche di elaborazione numerica del suono nonché di composizione elettronica ed elettroacustica. L’opera finale, nel loro caso, in relazione alla ri-musicazione dei film silenziosi, quanto meno si dissolve come artefatto individuale per assurgere alla forma di una estensione collettiva delle creatività individuali, a una vera e propria interazione di gruppo: complice l’utilizzazione radicale delle possibilità più sofisticate delle tecnologie digitali.