Bancolotto. Numeri quasi vincenti
90 numeri della Smorfia napoletana diventano 90 storie feroci, surreali e irresistibilmente ironiche, dove superstizione, desiderio, miseria e miracoli deformano il quotidiano. Tra sacro e profano, Napoli e l’assurdo, l’umorismo trasforma ogni “disgrazia” in una storia da ricordare.
La prima è l’Italia. L’ultima è la paura. Novanta sono le storie incatenate tra loro da una parola, che di una vicenda è la fine e della successiva è il principio. Bancolotto, prendendo ispirazione dalla Smorfia napoletana, ovvero «l’interpretazione dei sogni e del quotidiano da tradurre in numeri per giocare al lotto», travalica il genere popolare toccando il fantastico, il grottesco, il satirico, il meraviglioso. Novanta cunti contemporanei e tragicomici che, attraverso il riso e il paradosso, narrano bizzarrie, iniquità e prodigi dell’esistenza. Ed ecco che allora il numero cinque è la mano di una donna, arto condannato a morte per aver ucciso. Il tredici è Sant’Antonio, dipendente a tempo indeterminato che sta portando pochi frutti alla sua azienda e rischia il posto. Al numero venticinque, lo sanno tutti, c’è il Natale. Qui incontriamo un figlio di Dio degli anni Duemila, affaticato e stanco di morire e risorgere ogni anno. Il cinquanta è il posto del pane o, per essere precisi, di una nuova era geologica: l’Era della panificazione.
Francesco Spiedo gioca, con acutezza e curiosità, alla sua Smorfia contemporanea, fatta di simboli, letteratura, superstizione, miti, maschere, illusioni e ribaltamenti, in un tira e molla che a volte rivela e a volte cela, in un continuo rincorrere la prossima storia da inventare.
42 IL CAFFÈ
Consigli e segreti per fare un buon caffè, la soluzione alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.
Evitate la napoletana, a meno che non siate napoletani e abbiate un’età superiore ai sessant’anni. Una moka andrà benissimo. In alternativa chiedete al vicino di prestarvi la sua.
Preferite una moka già rodata, che abbia visto una decina di caffè almeno, perché con una nuova di zecca non vi verrà mai bene. Nel caso, fate andare la stessa presa di caffè più volte, sostituitela e ripetete: il caffè ottenuto buttatelo via oppure offritelo al vostro peggior nemico.
Fate attenzione a filtro e guarnizioni, se sono troppo vecchie vanno sostituite: non siate tirchi, ne va della qualità del vostro caffè. Potete sempre prendervi un ginseng, che comunque ha il suo perché. Riempite con attenzione e non fate superare il livello della valvola nel bollitore, quando versate l’acqua. Se sbagliate dovrete svuotare e ricominciare: fate una prova inserendo il filtro, se si bagna c’è troppa acqua, e la vostra non sarà più una moka, ma una vaporiera.
Usate sempre acqua fredda, o a temperatura ambiente, e non troppo ricca di calcare per garantire la giusta fragranza. Se non ne avete fatela raffreddare oppure filtratela, non è che ci voglia molto. Quando preparate il caffè puntate a ottenere la tipica conformazione…



