Baldo Diodato

Non c’è dubbio: leggendo il testo di Francesco Franco su Baldo Diodato, così come il loro dialogo, ci si diverte molto e così divertiti c’è il rischio di correre fino alla fine e poi chiedersi, chiudendo il libro, “sì, ma dov’è la Storia?”. Bisogna sforzarsi di frenare un poco, leggere queste righe con calma, quasi come fossero un pentagramma, senza però fermarsi del tutto, attardarsi mai e così tra ognuna delle righe si scorgerà, sorniona e beffarda certo, la Storia.

Lingua: italiano, inglese.

Prefazione di Michela Becchis
15,72 
Il libro in breve

TAC – Tomografie d’Arte Contemporanea: un artista incontra un critico.
In questo volume Baldo Diodato incontra Francesco Franco.

Baldo Diodato: È nato nel 1938 a Napoli, dove ha lavorato fino al 1966, riscuotendo i primi successi con L. Amelio, L. Vergine, A. Bonito Oliva e LUCA. Si è trasferito negli USA fino al 1992, quando è tornato stabilmente in Italia, a Roma. Utilizza una grande varietà di materiali e attraversa molte correnti (Pop-art, New-Dada, Arte concettuale, Performance-art e Transavanguardia), mantenendo
sempre una posizione indipendente. Espone in importanti musei e gallerie internazionali. Le sue opere sono conservate in decine di collezioni, soprattutto private, in America e in Italia.
Lavora a Roma, in Piazza del Collegio Romano.

Sul terreno accidentato e segnato della Storia e della sua attuale accelerata rappresentazione, si tende da subito un filo generativo e virtuoso tra i due, perché il critico conosce davvero l’artista, non solo attraverso le opere; emerge, dunque, il racconto vivo di un’esperienza vagliata oltre le gallerie, le mostre, i media.

In questa serie di pas à deux, attraverso la scelta attenta e condivisa delle opere e la narrazione prodotta dall’incontro-dialogo, viene data al critico la possibilità di mettere a fuoco “attimo” e “storia”, l’inserzione testimoniale e partecipata dell’agire artistico nella Storia.

Chi è impegnato a porsi di fronte alle cose, agli oggetti e alle opere, troverà in ognuno di questi libri un progetto artistico testimonianza del nostro tempo. Un significativo colpo d’occhio sulla contemporaneità.

Anteprima

«A me interessa questo. Primo: Roma è la mia città e me la vendo a pezzi. Secondo: voglio raccogliere, un po’, le tracce che hanno consumato queste pietre col tempo, che le hanno rese diverse da come originariamente erano. Il tempo le ha trasformate con tutto il traffico che è passato».