Il Libro Naturale di Gordianus Lardovellus

Il Libro Naturale mette in discussione l’idea stessa di ordine, diffida della simmetria perfetta, scava nelle zone ambigue dove il vivente si confonde con il minerale, il sacro con il mostruoso, la cura con la violenza: un libro da leggere lentamente, magari a salti, tornando sui passaggi come su un trattato antico che chiede di essere interrogato più volte.

Il prezzo originale era: 18,90 €.Il prezzo attuale è: 18,00 €.
Il libro in breve

Questo erbario-bestiario filosofico finge di venire dal passato, da un monaco-scriba del ‘400, e si rifiuta di essere incasellato nella forma romanzo, anche se potrebbe esserlo; non è un saggio, non è un trattato; è come gli esseri ibridi di un bestiario medievale: poema in prosa e manuale eretico di storia naturale ricchissimo di metafore, immagini e simboli.

Latino maccheronico, invenzioni linguistiche, humour nero, lampi filosofici; temi come corpo, desiderio, caso, memoria, natura, morte sono sempre trattati con ironia, tenerezza, ma a volte anche con un pizzico di cattiveria.

Minerali, piante, animali, l’essere umano: “regni” in continua metamorfosi.

Un atlante insieme scientifico e visionario: rocce che custodiscono memorie geologiche e morali, erbe che curano e ingannano, fiori malinconici, funghi oracolari, insetti come avanguardie dell’alieno, fino all’uomo, “grumo di carne non nominata”, gettato nel cosmo a interrogarsi sul senso di tutto questo.

Se ti interessano:

  • il pensiero ecocritico e le poetiche del non-umano
  • la grande tradizione del “romanzo-mondo”
  • le scritture che uniscono rigore concettuale e immaginazione visionaria

allora ti invitiamo a seguire Angelo Calvisi in Il Libro Naturale di Gordianus Lardovellus

Anteprima

Estratto 1: Nascita degli animali
Fu detto: sorgano gli animali. Era l’eco di un ordine mai pronunciato, la risposta a un richiamo che non ebbe principio. E gli animali sorsero davvero, non come unità ordinate, ma come schiere barcollanti, moltitudini sghembe, convulsioni dell’essere che prendevano carne per divergere. […] Così il mondo, che già vibrava sotto la pressione minerale e la dilatazione vegetale, si ritrovò costellato da milioni di pulsazioni mobili, da un immane mosaico in perpetuo movimento, dove ogni apparizione si faceva azione, e ogni azione diveniva fame, e ogni fame fuga, e ogni fuga corteggiamento.

 

Estratto 2: De homine / metafisica e comicità nera
In principio non vi fu trono, né re, né corte. E neppure favola da raccontare. Vi fu piuttosto un resto, un grumo di carne non nominata, avanzato per dimenticanza o stanchezza dall’Altissimo dopo la falsa partenza dei grandi rettili e il successivo riavvio dell’intera biosfera. […] Provò a rigettarla nel nulla, ma essa insisteva a vivere. Allora la manipolò, le diede figura umana e verbo rudimentale. “Ti chiamerò Pinocchio”, disse. E così fu.