Capo Verde un luogo a parte

Storie e musiche migranti di un arcipelago africano

Inoltrarsi nei luogi e nelle tradizioni di Capo Verde passando per la musica della sua gente. Immaginarne le sfumature di colore e le note dei ritmi coinvolgenti. Queste le suggestioni che scaturiscono dal lavoro di Marco Boccitto e dalla sua passione per l’arcipelago africano.

Il libro è stato realizzato anche con il contributo di alcuni lettori; questo ha consentito una riduzione significativa del prezzo di copertina.

12,90 10,96
Il libro in breve

Capo Verde non è verde… un arcipelago di dieci isole dove non piove mai. Isole dal cuore africano davanti a un dito di spelacchiata terra senegalese che le indicava già ai navigatori portoghesi del Cinquecento.

Nel tempo, dalle isole di Capo Verde, l’emigrazione ha sparpagliato nel mondo molta più gente di quanta ne sia rimasta; e con la gente, la musica. Se non sapete cosa è la morna, o chi è Amílcar Cabral, questo libro è per voi. Ma se lo sapete, allora tanto più questo libro è per voi. Troverete la musica capoverdiana, la sua storia e i suoi colori. La voce della “diva a piedi nudi” Cesária Évora, la poesia del grande Eugénio Tavares, B.Leza, Bana e tutti gli altri.

Un viaggio narrato tra ritmi e canzoni che racconta della morna, del “poeta senza tante parole”, di finaçon e coladera, della colonna sonora di Capo Verde oggi.

Anteprima

Capo Verde non è granché verde, ma colori ne avrebbe da vendere. Oltre ai gialli che crepitano a terra e agli azzurri soprastanti, a intrigare è l’indiscriminata proliferazione di sfumature assunte dalla pelle dei capoverdiani di generazione in generazione. Un rebus antropologico che è la storia stessa di questo luogo, il frutto dolcissimo delle circostanze feroci da cui discende la sua gente.

Capo Verde è il paese di Cesária Évora più di quanto Cesária Évora non sia la voce di Capo Verde. Da quando la cantante è diventata famosa nel resto del mondo, l’arcipelago di Capo Verde, solo a pronunciarne il nome, non evoca altro che la sua voce densa e cremosa. Lei è la prova “cantante” che si può diventare una star di caratura mondiale senza smettere di incarnare un modello di grazia molto “locale”, con un’ispirazione ostinatamente radicata nelle isole e nel loro patrimonio umano. Se parliamo di far conoscere in giro Capo Verde con un bel po’ di quel che contiene, nessuno ha fatto di più e meglio di lei. Una formidabile testimonial e un simbolo, dunque, dietro al quale s’intuiscono i contorni di una forma musicale chiamata “morna” e al massimo la silhouette di una città piccola e cosmopolita come Mindelo, con il suo porto. Ma il capoluogo dell’isola di São Vicente è solo uno dei centri urbani coinvolti nella creazione artistica delle isole. Di conseguenza, nell’ambito della musica capoverdiana la morna è una delle declinazioni possibili – la più “poetica” e universale. E quella di Cesária Évora una delle voci in campo – la più seducente forse.