Itaca

L'isola dalla schiena di drago

Un itinerario capace di collegare il presente con la storia e il mito, una documentata e originale narrazione della grande bellezza di un luogo che si impone per quello che è, qui e ora, ma conserva anche un dominio tanto vasto e potente nel nostro immaginario occidentale.

 

15,50 13,20
Il libro in breve

Itaca: una dorsale che emerge bruscamente dal mare, una schiena di drago ricoperta di un verde fittissimo che giunge quasi a toccare l’acqua, e che vista dall’alto si allarga in due masse di terra, una parte nord e una sud, collegate da un istmo alto e scosceso; coste ovunque profondamente incise, piene di rientranze e penisole, scogli dalle forme fantasiose.

L’autore intraprende un viaggio di esplorazione capillare (in realtà, più di un viaggio), perlustra ogni angolo, si ferma in ogni località, da Sud a Nord. Ma subito dopo aver mosso i primi passi sull’isola, inizia inevitabilmente a sollevarsi la polvere degli scrittori, esploratori e archeologi che lo hanno preceduto, in un cammino a ritroso sino all’origine: all’isola che emerge dalle pagine di Omero, dai nomi, dai dati storici, dalle presenze archeologiche, dalle leggende locali. Allora la narrazione del paesaggio, gli itinerari naturalistici, i quadri antropologici, gli incontri, fanno spazio nel libro a succose digressioni, al mistero della “questione omerica”. Così, il periplo alla scoperta dell’isola, diventa anche una spedizione attraverso gli scritti di autori classici, l’incontro con una città bizantina scomparsa, le cartine dell’ammiragliato veneziano, i rapporti di archeologi-avventurieri d’inizio Ottocento, la scoperta ottocentesca del “tesoro di Itaca”, i tasselli ultimi degli scavi del Novecento, e molto altro.

Anteprima

Il mattino dopo apro le ante della porta-finestra e mi trovo di fronte a uno spettacolo sublime: Vathi e il suo golfo adagiati nella luce nitida e ancora tenera delle prime ore del giorno. Ho letto che si tratta di uno dei porti naturali più belli di tutta la Grecia – vathos significa “profondo” – e ciò che vedo lo conferma. È un doppio golfo, con un imbuto d’entrata che immette in un secondo bacino protetto, dove si trova il paese. Il lungomare, oltre a cingere il bordo più interno, costeggia i due promontori che vi si inseriscono quasi perpendicolarmente a destra e a sinistra. L’abitato, con casette dai colori pastello e i tetti di tegole, si estende lungo questi tre lati e sembra contemporaneamente spingersi in avanti ad abbracciare il mare e ritrarsi per riceverlo. Nel punto in cui lo specchio d’acqua si restringe c’è un isolotto coperto di vegetazione con una chiesetta sopra, oltre il quale i promontori si allargano a creare l’insenatura esterna.