Lo zoo delle donne giraffa

Un viaggio tra i Kayan nella Tailandia del nord

Attraverso il contrasto tra i miti che narrano l’origine di questo popolo e la loro attuale condizione di profughi fuggiti dalla guerra civile in Birmania, Martino Nicoletti ci offre un’eccezionale, quanto affilata, testimonianza della vita negli “zoo umani” tailandesi.

Ad arricchire l’opera, un’ampia selezione di immagini realizzate dall’autore con apparecchi fotografici vintage dei primi del ’900 e un toccante cortometraggio, girato in pellicola Super-8, interpretato dalla potente voce di Giovanni Lindo Ferretti.

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Il libro in breve

In un villaggio dell’estremo nord della Tailandia, sotto la luce assordante di un sole tropicale, figure femminili fuori dal tempo si concedono agli scatti fotografici di voraci visitatori.

Queste, adornate da una vistosa spirale di anelli scintillanti che ne cinge il collo, sono le celeberrime “donne giraffa”, epiteto con cui vengono comunemente chiamate le appartenenti all’etnia dei Kayan.

Anteprima

Riprendo a camminare. Quasi trattasse di un presepio profano abitato da strane creature, altri simili esseri iniziano a spuntare da nuovi luoghi. Non cani, ovviamente, ma “donne giraffa”. Mi accorgo di alcune ragazze che se ne stanno nella penombra di scure verande. Solitarie ed equidistanti. Immobili e malinconiche. Mai viste tante braccia puntellare così tanti menti. Mai visti tanti sguardi lasciati liberi di correre dietro ai propri pensieri, come una lenza con galleggiante abbandonata alla pigra corrente di un fiume. Lasciata, lasciata, lasciata finché questa scompaia dietro un’ansa o si impigli a un ramo pendulo che lambisce la superficie dell’acqua. Altre fanciulle sonnecchiano distese su panche nascoste nell’ombra. Hanno fatto notte su di sé coprendosi il volto con un brandello di tessuto. Ci sono, ma non ci sono: sognano.