Buon Natale Perfidia

Ventitré racconti per lo più comici, esilaranti, svagati, poetici sì, ma anche cinici, problematici o addirittura perturbanti, e ventitré illustrazioni.
Qui si narrano Natali inaspettati tra fantasmi salutisti, Babbi Natale precari, imprese dannunziane, crisalidi natalizie e cronisti inaffidabili (cosa è successo veramente la notte in cui è nato Gesù?).

Con un racconto di Luigi Malerba.
Illustrazione di copertina di Fabio Magnasciutti.

Il prezzo originale era: 26,00 €.Il prezzo attuale è: 24,70 €.
Il libro in breve

Agli autori e alle autrici di questi racconti non manca una buona dose d’ironia e quella lucidità che permette di osservare la realtà nelle sue contraddizioni andando oltre l’ordine rasserenante e conciliante delle cose. Appassionati, generosi e idealisti, credono ancora nell’imprevisto, nel caotico, nel sorprendente come possibilità di riformulare il mondo.
Un’antologia dove comicità, letterarietà e satira si intrecciano, in cui il Natale diventa l’espediente per raccontare la nostra realtà.

Con i racconti di: Paolo Albani, Roberto Barbolini, Marita Bartolazzi, Adrián N. Bravi, Emanuela Cocco, Raffaella D’Elia, Tommaso Lisa, Giovanni Maccari, Luigi Malerba, Gianfranco Mammi, Paolo Miorandi, Paolo Morelli, Mauro Orletti, Paolo Pergola, Sara Ricci, Jury Romanini, Massimo Roscia, Giuseppe A. Samonà, Giacomo Sartori, Francesco Spiedo, Stefano Tonietto, Mario Valentini, Andrea Zandomeneghi

e le illustrazioni di: Paolo Beneforti, Marco Berlanda, Carlo Bordone, Nicoletta Calvagna, Giuditta Chiaraluce, Virgilio Cinque, Cecilia Cosci, Claudia D’Angelo, Jessica Lagatta, Tommaso Lisa, Fabio Magnasciutti, Marco Filicio Marinangeli, Chiara Nott, Andrea Pedrazzini, Alberto Piancastelli, Luciano Ricci, Lorenzo Santinelli

Anteprima

C’era una volta un bambino che si chiamava Gesù Bambino e aveva il potere di far sentire tutti più buoni per circa quindici minuti il giorno prima di Natale.
Le persone, sentendosi più buone, facevano cose molto speciali come per esempio dare euro due invece di un «Ma quando li sgombrano questi mendicanti» alle persone che chiedevano l’elemosina, oppure invitavano al pranzo di Natale lo zio Francesco, sordo e sdentato, per poi chiedersi per tutto il tempo: «Chi me l’ha fatto fare?». Oltre a questo, le persone in quei quindici minuti, a volte anche quattordici, ripensavano alle cose spregevoli che avevano fatto e un po’ si vergognavano.
Questo Gesù Bambino era un po’ stufo di nascere tutti gli anni e andarsene in giro, scalzo e mezzo nudo, per un risultato così miserevole. Decise allora, per provare ad allungare un po’ quel tempo di bontà e pentimento, di farsi aiutare da qualcuno. Allora invitò Babbo Natale, l’Ultimo dell’anno, la Befana, il Giorno del compleanno, i Cinque minuti che capitano a tutti, la Crisi di mezza età e la Menopausa per capire il da farsi. Mandò anche una letterina a tutte le divinità che trovò sulle pagine gialle e a tutte le ricorrenze che favorivano un minimo di saggezza e riflessione.
Una volta che furono tutti riuniti si capì che il problema era comune. C’era chi diceva: – Questi disgraziati non li tengo più a freno. – E altri: – Mi hanno proprio stufato.
Intanto la Madonna si affannava a dire: – Figlio mio non ti strapazzare troppo.
Mentre la Menopausa pensava «Benedetta donna, non gli potrebbe mettere un paio di scarpe e un pile?»

[…]

dal racconto di Marita Bartolazzi “Quindici minuti”