[…] In questo intreccio emergono donne anarchiche e ribelli, figure che attraversano Ottocento e Novecento vivendo la libertà come pratica quotidiana, con un’idea di amore capace di respirare insieme alla responsabilità. Il libro evita la retorica del manifesto e preferisce la materia dei gesti: un aiuto dato al momento giusto, un passaggio organizzato, una mano tesa quando la paura diventa troppo pesante. Franck, che inseguiva una storia di fughe, si ritrova dentro la stessa grammatica di urgenza, e la distanza tra Errico Malatesta e il presente si accorcia fino a diventare quasi una sovrapposizione. […]
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Recensione a
di Francesco Forlani