L’idioma di Casilda Moreira

Il racconto, sospeso nella luce della sconfinata pianura argentina, prende la forma di un viaggio, ed è un viaggio verso una lingua più che verso un luogo, anche se il luogo c’è ed è lontanissimo.

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Il libro in breve

Un professore di etnolinguistica, Giuseppe Montefiori, da qualche tempo ha un’ossessione che non lo lascia dormire. Racconta ai suoi allievi che in una zona remota tra la Patagonia e la pampa argentina vivono gli ultimi due parlanti di un’antica lingua che si credeva scomparsa (l’idioma degli indios günün a künä). I due custodi di quella lingua però, Bartolo e Casilda, non si rivolgono la parola da tanti anni, per via di una lite amorosa che hanno avuto da giovani. Da allora quella lingua se la tengono stretta nella testa. Come fare per impedire che si perda per sempre? Annibale, allievo del professor Montefiori, decide allora di raggiungere Kahualkan, un piccolo villaggio in mezzo alla pampa, alla ricerca dei due indios. Proverà a metterli insieme, registrare una loro conversazione e recuperare così quel che si può di quell’idioma magico e ancestrale.

Anteprima

Prima di tornare alla locanda passarono vicino alla capanna di Bartolo. Alma arrivò per prima. Si fermò davanti al recinto tirando indietro le briglie e con un dito sulle labbra fece capire ad Annibale di non fare rumore. Il cane iniziò ad annusare gli zoccoli e a muoversi da una parte all’altra. Il vecchio Bartolo stava seduto, mezzo insonnolito, sopra il cavallo, con il petto e la testa appoggiati sulla criniera e le braccia appese lungo il collo. Il suo kawal si abbassava e si alzava per raggiungere i ciuffi d’erba che faceva rotolare tra i denti, mentre lui rimaneva fermo lì, in quella posizione. Avrebbero voluto raccontargli che erano stati dagli Ezquivel e che avevano parlato con Casilda, ma preferirono lasciarlo dormire.
Nell’attimo in cui Alma stava per spronare il suo cavallo e andarsene, la raggiunse la voce di Bartolo che si era girato a guardarla. Scese dall’animale, lo prese per le briglie e si avvicinò alla capanna del vecchio, passando accanto al recinto, mentre lui continuava a borbottare confusamente, come se non si fosse ancora svegliato del tutto.
– Non la capiamo, Bartolo, ce lo dica nella nostra lingua – disse Alma ferma accanto al suo kawal. Il vecchio la guardava dall’alto. Mosse appena la testa e fece: – Non c’è, non c’è – e continuò a blaterare.

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