Una regione “mai vista” nel racconto di Merlini e Silvestri

iltempo.it - Patrizia Pennella

È una storia di natura, di strade e città. La storia di una terra antica, colta e fiera delle sue tradizioni, e insieme proiettata verso il futuro, veloce, sensibile all’innovazione. L’Abruzzo com’era, l’Abruzzo com’è. Disegnato nelle pagine del libro realizzato da due «terranauti» Paolo Merlini e Maurizio Silvestri, appassionati di gusto e conoscenza, anzi forse sarebbe più esatto dire con il gusto pieno della conoscenza. “Dove comincia l’Abruzzo” (Exorma edizioni) è una lunga traversata che ha innanzitutto un pregio, quello di tenersi lontano dalla consuetudine e dalla banalità, confrontandosi in maniera estremamente aperta con vizi e virtù di una terra che riesce a conservare la sua autenticità. Andiamo con ordine: Paolo Merlini e Maurizio Silvestri non sono abruzzesi e quindi raccontano luoghi osservati con occhi altri, occhi curiosi di mondi e di vite. Nei loro percorsi cercano compagni di viaggio occasionali («fiancheggiatori» tanto per rubar loro un sentimento) che aprano porte di storie diverse, amate e poco conosciute. I trasferimenti di Merlini e Silvestri sono rigorosamente via mezzo pubblico, approccio anche questo singolare: la loro è una guida per chi decide di sceglere di liberarsi dalla schiavitù della macchina a tutti i costi. Dimostrando che del territorio si possono conoscere angoli e particolari anche utilizzando un sistema di viaggio meno impattante. E guide che attraversano non solo sentieri calpestabili, ma anche le strade dell’anima.

 

Recensione a

Dove comincia l’Abruzzo

di Paolo Merlini e Maurizio Silvestri

220
14,90 12,66


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