La porta d’ingresso per la capitale georgiana Tbilisi sono dei versi del poeta moscovita Boris Pasternak: «Ho visto come Tiflis / si tiene sulla scarpata / ho visto distanza e prossimità».
Un passaggio in qualche modo riassuntivo dell’intento di questo agile volume, che si dispiega narrativamente come un diario di viaggio ma che possiede in diversi punti la precisione filologica del trattato e non disdegna una certa tensione lirica nel descrivere luoghi e persone. È probabilmente il frutto naturale del percorso dell’autrice […]. Ecco allora che anche la sua incursione fra le strade e i sentieri del paese caucasico avviene soprattutto attraverso il filtro della letteratura russa, sia quella del passato, sia quella del presente. […]
Recensione a
di Elisa Baglioni