La risposta del cavolo

Guida semiseria per genitori disperati alle domande dei figli su sesso e società

Certe domande sono universali come spesso è universale la difficoltà per i genitori di dare risposte chiare, concise e soprattutto comprensibili a seconda dell’età del bambino che ce le fa. Quello che non è affatto universale invece è il tipo di risposta da dare, perché ogni genitore e ogni bambino rappresentano un caso a sé.

È un percorso fortemente individuale perché le risposte che diamo ai nostri figli inevitabilmente veicolano la nostra visione del mondo, ed è allora utile interrogarsi su cosa vediamo noi nel mondo e se è davvero questo che vogliamo trasmettere loro.

Prefazione di Massimo Giuliani
Formati ebook disponibili: epub
4,9911,80
Il libro in breve

Cosa rende interessante questa guida per i genitori che hanno a cuore il modo in cui i figli si accostano ai misteri del sesso?
Sicuramente la simpatia.
A Barbara Summa i genitori sono simpatici.
Perché ha capito che hanno bisogno di saperne di più, qualche volta, ma ancora di più hanno bisogno di solidarietà; di non sentirsi così sbagliati come a volte le cose della vita e gli esperti con l’indice alzato fanno sentire; di sapere che siamo tutti sulla stessa barca, insomma.
D’altra parte, i genitori che leggono libri come questo non saranno poi così disastrosi: per lo meno, si pongono delle domande. L’approccio ironico con il quale l’autrice affronta questioni che fanno tremare i polsi a tanti genitori scaturisce dalla sua doppia visuale di donna italo-olandese. E dev’essere un bell’esercizio di ironia muoversi fra il modo in cui la cultura mediterranea ti insegna a entrare in rapporto con gli affetti, col piacere e col tuo corpo, e il modo nord europeo; o abitare quello spazio sconfinato fra la “matritudine” italiana e quella olandese.
È così che riesce a proporre ai genitori non un modello statico o monodimensionale: piuttosto un dialogo fra queste due “anime” (e chissà quante altre ancora), con l’intenzione di accompagnare i lettori non tanto verso un modo presunto “migliore” di agire e risolvere i problemi, quanto verso una posizione di osservatori attenti e rispettosi e insieme abbastanza curiosi e impertinenti da trovare il proprio.

Anteprima

«Sì, e per fare i bambini bisogna mettere il pipitto qui», mi spinge le dita nell’ombelico.

Gliel’abbiamo spiegato noi o ne parlano a scuola? A 7 anni io queste cose mica le sapevo. Non indago, ma mi espando subito. «No nell’ombelico, semmai nella pipitta, per questo il pipitto ha quella forma lì, per mettere meglio i semini».

Sulla faccia gli compare la scritta Eureka. Cavolo, al pipitto ergonomico non ci aveva mai pensato.